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Bossi non si smentisce mai: “Immigrati? Fora da i ball”

Lampedusa, niente cibo per 2.000 migranti

È emergenza alimentare. Manduria, la nuova Lampedusa?

Lampedusa, niente cibo per 2.000 migranti
29/03/2011, 15:03

LAMPEDUSA - 6.200: il numero di migranti a Lampedusa aumenta di giorno in giorno e di ora in ora. Cresce ad una velocità tale che cominciano a non bastare più le 4.000-4.200 razioni di cibo distribuite quotidianamente. Bastano infatti due calcoli per capire come ci sia ora l’emergenza alimentare, che di sicuro non va ad alleggerire una situazione di per sé già tragica. Non ci sono pasti per 2.000 immigrati e l’associazione che si occupa di distribuirli, allo stato attuale, non è in grado di produrne in quantità tale da poter sfamare tutte le bocche. La notizia, di una gravità sbalorditiva, non può non essere interpretata come segno di insufficienza con cui tale emergenza lampedusana è stata fino ad oggi gestita. Ciò che sta accadendo a Lampedusa, infatti, per utilizzare le parole dell’assessore alla Salute della Regione siciliana, Massimo Russo, rappresenta si un’emergenza, “ma che era assolutamente e totalmente prevedibile”. Il ritrovarsi senza cibo sufficiente per poter alimentare gli immigrati, infatti, altro non è che indice di inadeguatezza e incapacità nel gestire il fenomeno e indice della mancanza di una effettiva pianificazione. Carenza di organizzazione e pianificazione, dunque, in quanto quello che sta avvenendo a Lampedusa non è degno di un Paese che possa dirsi civile e moderno. Tanto il governo italiano, quanto i vertici massimi dell’Ue, infatti, stanno facendo poco o niente e comunque con eccessiva lentezza. E viene da chiedersi cosa ci si potrebbe aspettare da un governo in balìa di chi, come il leghista Umberto Bossi, sull’emergenza immigrati a Lampedusa, distaccandosi come suo solito da un linguaggio istituzionale, viene fuori con una delle solite e aberranti espressioni in stile padano-leghista: “Immigrati? Fora da i ball”, che tradotto in italiano, la lingua che lo stesso Senatùr dovrebbe imparare ad utilizzare in determinate circostanze istituzionali e su argomenti delicati, vuol dire “Immigrati? Fuori dalle palle”.
Se a Lampedusa la cifra equivale a 6.200, non è da meno Manduria, in provincia di Taranto. Anche qui è lotta di numeri che spaventano: si parla di 1.500 posti letto nella grande tendopoli in allestimento, in prospettiva di 3.500, fino ad arrivare forse anche a 5.000 posti letto. Nella tendopoli, che di fatto è ancora in costruzione, sono già arrivati oltre 1.200 immigrati, tutti provenienti dalla Tunisia, e altri ne arriveranno. Intanto è lotta sul fronte locale. Agli abitanti dell’area interessata preme sapere una cosa: la tendopoli “è un centro di identificazione ed espulsione di clandestini- si è chiesto – o è un centro per richiedenti asilo?” Questo luogo rischia di essere un luogo ibrido, infatti, per ragioni obiettive e lo sarà fin quando la propaganda leghista imporrà una distinzione tra clandestini e richiedenti asilo anche nel pieno di una emergenza umanitaria. Il rischio è che ci si potrebbe trovare a gestire, assicurano a Manduria, “un luogo senza qualità”. Quanto alla richiesta di Maroni che ogni Regione accolga una “quota” di rifugiati, il governatore pugliese Vendola ha ricordato che “la Puglia vuole fare la propria parte, come ha sempre fatto, per l’accoglienza di persone in fuga, ma l’accoglienza significa distribuire sull’intero territorio nazionale un carico di persone, in modo tale da non creare discariche umane”, come invece si sta facendo a Manduria, che rischia di diventare una seconda Lampedusa.

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di Antonio Formisano
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