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Emergenza igienica e alimentare: i nordafricani protestano

Lampedusa: viaggio tra le strade, simbolo di degrado

Il governo siciliano potenzierà il suo intervento sanitario

Lampedusa: viaggio tra le strade, simbolo di degrado
25/03/2011, 15:03

LAMPEDUSA – “Sono 5 giorni che dormiamo all’aperto e per terra. Vogliamo fare la doccia, vogliamo uscire di qui e non vogliamo un panino. Vogliamo andare via”. È lo sfogo di uno dei 5.000 migranti ammassati sull’isola di Lampedusa. Un’isola al collasso, tanto per i residenti quanto per le migliaia di immigrati. Se qualche giorno fa a protestare sono stati i lampedusani, oggi a farlo sono gli oltre duemila nordafricani ammassati sulla banchina del porto e davanti alla collinetta vicino all’approdo. Tra assalti ai container contenenti sacchetti con generi di conforto e continui sbarchi, un altro natante con oltre 300 persone è stato avvistato infatti nel Canale di Sicilia, si è consumato un episodio, indice di come sia di esasperazione il clima sulla piccola isola di Lampedusa. Irritazione, sconforto e anche delusione hanno caratterizzato la protesta sul molo dell’isola, da parte di chi in quel posto ci è arrivato credendo di trovare una vita migliore. Esasperazione: perché sebbene il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, abbia rassicurato sul fatto che a Lampedusa non ci sia “nessun rischio di epidemie”, la situazione di grave emergenza vissuta dall’isola, che in questi giorni ospita quasi cinquemila immigrati nordafricani, preoccupa i residenti dell’arcipelago. Testimoni raccontano, infatti, lo stato di degrado in cui versano le strade del paese, letteralmente “invase - dicono - da accampamenti organizzati con tende di fortuna”. Secondo quanto riferito, poi, i tunisini cucinerebbero il pesce, recuperato in riva al mare, usando dei piccoli fornellini a gas o elettrici, abbandonando i rifiuti accanto ai loro giacigli. Una situazione che ha contribuito nelle ultime ore ad accendere ulteriormente i malumori degli immigrati. Alcuni di loro, scontenti del cibo e degli altri generi di prima necessità distribuiti dal conteiner istallato sulla banchina del porto, hanno infatti cercato di convincere gli altri a non prendere i sacchetti contenenti le razioni per ciascuno in segno di protesta. Alla fine però ha prevalso la fame, e tutti gli immigrati hanno preso la propria razione alimentare. La carenza di servizi igienici e bagni chimici, inoltre, costringe i nordafricani a raggiungere gli scogli della costa lampedusana per espletare i propri bisogni. L’assessore regionale per la Salute, Massimo Russo, stamattina ha annunciato che il governo siciliano, che già nei giorni scorsi aveva avviato una task force sanitaria, potenzierà ulteriormente il suo intervento, raddoppiando i servizi di emergenza e urgenza.

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di Antonio Formisano
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