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La richiesta è stata inviata al Parlamento

L'Anm chiede nuove regole tra politica e magistratura


L'Anm chiede nuove regole tra politica e magistratura
07/03/2010, 10:03

ROMA - Dati gli ultimi accadimenti e lo scontro sempre più forte e ripetuto tra la Magistratura ed i poteri politici, l'Anm ha votato all'unanimità un documento per chiedere al Parlamento "un intervento legislativo che adegui la legge elettorale per le amministrative a quella per il Parlamento nazionale, introducendo un divieto per i magistrati di partecipare alle elezioni, o assumere incarichi di governo nelle amministrazioni locali o nei luoghi dove hanno precedentemente esercitato la funzione giudiziaria".
Un intervento che, stando al sindacato delle toghe, sarebbe divenuto orami irrinunciabile al fine di evitare una "impropria commistione tra la funzione giudiziaria e l’impegno politico". Ad evitare tali ipotesi dovrebbe essere un'apposita commissione che si impegnerebbe a "individuare modifiche al codice deontologico e allo statuto dell’Anm che fissino paletti sui temi della questione morale e del rapporto tra magistratura e politica". Un richiesta di riforma che parte da una profonda ed obiettiva autocritica resasi doverosa dopo gli ultimi fatti di cronaca. La corruzione, infatti, è riuscita a penetrare anche la stessa magistratura; palesando diversi confiltti d'interesse ed una immediata quanto impellente necessità di regolamentazione. Come la stessa Anm ha scritto in una nota diffusa ieri, infatti, "la magistratura ha il dovere nei confronti dei cittadini di guardare con rigore e intransigenza al proprio interno, fissando regole di condotta e di comportamento che assicurino la piena trasparenza dell’operare dei magistrati".
Una richiesta d'intervento, dunque, che rappresenterebbe una vera e propria rivoluzione se fosse presa in seria considerazione dal Parlamento. 
 Se un giudice vorrà entrare in politica dovrà appendere al chiodo la toga e, su questa eventualità, il sindacato prevede però la possibilità di ricoprirsi di rosso non appena terminato il mandato. L'importante è quindi non mescolare le due professioni; garantendo nella forma più marcata e limpida possibile la separazione tra potere giudiziario e potere politico-amministrativo.

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di Germano Milite
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