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Il premier vuole colpire i magistrati. Ma loro non ci stanno

L’Anm, “norme che minano il nostro lavoro”

“Sarà difficile assicurare i colpevoli alla giustizia”

L’Anm, “norme che minano il nostro lavoro”
19/02/2011, 10:02

ROMA - Il Governo continua sulla strada della riforma del settore Giustizia e si concentra sulle immunità, sulle intercettazioni e sulla separazione delle carriere per i giudici. Dall’Anm si levano alte le proteste, per bocca del suo presidente, Luca Palamara, che ha dichiarato: “Non ci faremo intimidire. Ciò che più preoccupa sono le posizioni dei ministri in carica che partecipano senza alcuna remora alla sistematica aggressione nei confronti dei magistrati”. “Annunciare un doppio Csm – ha rilanciato il presidente in un’intervista alla ‘Stampa’ - altro non è che procedere nel senso di una limitazione dell'autonomia e indipendenza della magistratura”. Ma non solo. Se le proposte di riforma della giustizia annunciate dal governo siano una “ritorsione” non lo dice, ma per il segretario dell’Anm Giuseppe Cascini un dato è chiaro: “Seguono esplicite minacce di punizione” ai magistrati accusati “di voler sovvertire la democrazia”. E avverte: con le norme sulle intercettazioni che il premier vorrebbe rimettere in campo “non si sarebbe saputo nulla” del Rubygate, che forse “non ci sarebbe stato”: “Non si sarebbero potute fare le indagini, nè tanto meno sarebbe uscita una sola notizia dell'inchiesta”. Si tratta di proposte che i rappresentanti dell'Anm indicano come “dirette esplicitamente a ridurre l'indipendenza dei magistrati e a impedire le indagini”. In altre parole, qualora si dovesse dare il via definitivo a queste riforme, sarebbe molto più difficile per i magistrati svolgere il proprio lavoro e assicurare i colpevoli alla giustizia.

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di AnFo
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