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L'anno che è :2011.


L'anno che è :2011.
05/01/2011, 17:01

 

RIFLESSIONI DI FINE ANNO.

di Raffaele Pirozzi e Giuseppe Biasco


 


 

1 - Napoli è città da amare e da odiare al tempo stesso! Infatti, senza nessuna logica spiegazione rappresenta in maniera inequivocabile le contraddizioni prodotte dal genere umano. E’ la città dove tutto quello che non si deve fare, viene fatto con una pervicacia che raggiunge l’incredibile. Viverci è da pazzi, scapparne via sarebbe da saggi, per soffrire tutta la vita di nostalgia! . E’ la città in cui tutto sembra possibile ed impossibile al tempo stesso, un tavola da gioco in cui la posta è altissima: la felicità! Perché a Napoli, ogni tanto, sembra possibile la felicità.

Ma, a quel tavolo da gioco, l’azzardo è grande e pochi hanno vinto. Tutti hanno solo l’illusione di vincere, mentre molti, conservano la speranza di vincere e purtroppo, non vinceranno mai. Come nel gioco delle tre carte, che si pratica ancora tra la Ferrovia e Corso Umberto con una assiduità che sfocia nella dedizione.

Napoli è come la vita, sembra bellissima, inesauribile ed invece non ti accontenta mai, mentre non ti accorgi che è già notte ed il tuo giorno sta per finire.

 

2 - Sono passati solo dieci anni di questo nuovo secolo, eppure abbiamo già visto di tutto: attentati gravissimi, guerre e massacri devastanti, disastri naturali e disastri provocati dall’uomo di proporzioni enormi. Abbiamo visto come un maremoto possa distruggere migliaia di chilometri di coste, portandosi dietro centinaia di migliaia di morti, abbiamo visto scomparire New Orleans sotto l’aggressione di una bufera di incredibile violenza, abbiamo visto distruggere un intero golfo ad opera di una irrefrenabile fuoriuscita di petrolio dal sottosuolo, provocata dall’ingordigia di una multinazionale disumana . Viviamo ancora nel pieno di una guerra, che tutti chiamano “missione di pace” in cui a morire sono solo i poveri e migliaia di soldati ignari.


 

3 - In soli dieci anni l’economia mondiale ha vissuto ben due crisi devastanti in cui sono stati bruciati alcune decine di migliaia di miliardi di dollari. Nel frattempo che gli USA , frenano la loro crescita, avanzano sulla scena mondiale nazioni come la Cina, l’India, il Brasile, la Russia. Paesi che rappresentano il sogno di tutti i capitalisti moderni, perché i lavoratori producono molto e costano poco. Paesi, dove, purtroppo, la qualità della vita e della democrazia è al livello di un medio evo, oggi incomprensibile.


 

4 - Si ha l’impressione che il nostro mondo non regga più la follia dell’uomo! Eppure, mai come in questi anni la scienza ha raggiunto livelli eccezionali.

Viviamo in una società in grado di comunicare in tempo reale sia per immagini che per testi o in voce, da ogni parte del mondo, mentre le malattie peggiori sono combattute con crescente successo, insieme alla possibilità di disporre di ogni mezzo di trasporto in grado di portare persone e prodotti in tutto il mondo; mentre disponiamo di utensili che alleviano il lavoro. Mai come in questi dieci anni le contraddizioni che il genere umano produce quotidianamente sono sembrate tanto lancinanti.


 

5 - Le nostre città, soffocate dall’inquinamento e dalla fretta inutile, affondano nell’uso della droga, nel consumismo senza senso, in una precarietà senza fine e senza remissione.

Per contenere l’ansia e la paura di vivere, molti si affidano alla religione, cercando una pace con se stessi, che diventa troppo spesso odio per gli altri, che hanno scelto strade diverse, che sembrano mettere in discussione le fragili certezze, Rggiunte CON Tanta fatica.


 

6 - L’odio sembra prevalere, come se fosse colpa di qualcun altro quello che noi stessi provochiamo ogni giorno. I nemici sono i neri, gli stranieri, gli omosessuali, i meridionali camorristi e sporchi, le donne, i disabili che danno fastidio, gli anziani che muoiono troppo tardi, quelli che pensano, quelli che vogliono essere liberi, quelli che sono consapevoli dei propri diritti.

7 – E’ una colpa essere vecchi, brutti, grassi e mal vestiti. Nella società dei giovani eterni, dove la bellezza si compra e si regala, dove l’immagine è più importante dei pensieri, dove possedere quello che non ti serve è un obbligo. Se non hai il volto sorridente dell’ottimista non sei ben accetto, vivere superficialmente è l’imperativo di questi anni. Purtroppo, solo a pochi è garantito questo privilegio, tutti gli altri devono stare da lontano e guardare ammirati chi è ricco e può fare quello che vuole, senza regole ne morale.


 

Ogni anno, nelle feste di Natale, la passione per l’arte moderna di Antonio Bassolino, governatore dei destini dei napoletani per 17 anni, faceva si che una grande opera d’arte contemporanea, fosse allestita nella Piazza del Plebiscito. Come dimenticarsi dei cavalli che uscivano dalla montagna di sale? Come dimenticarsi dei teschi di bronzo che pavimentavano la piazza? Come dimenticare le luci al neon, che disegnavano percorsi indecifrabili tra le mura del colonnato della chiesa di San Francesco di Paola? Ma quelli erano monumenti temporanei, incomprensibili sia a Napoletani che ai turisti. Finalmente da qualche anno a questa parte, Napoli è piena del monumento alla stupidità dei suoi governanti e degli stessi cittadini. Napoli è piena di immondizia, cumuli ammassati con una regola d’artista moderno, che rappresenta così il dramma di una metropoli che non riesce a diventare una grande città. Finalmente un opera d’arte che ci rappresenta e che i turisti fotografano con avidità. Speriamo che ogni uno di loro se ne porti via un sacchetto come souvenir!


 

8 - Un altro mondo è possibile! Basterebbe ripartire da una unica grande verità che ci unisce tutti: questa è l’unica vita che abbiamo da vivere, siamo tutti uguali, abbiamo tutti gli stessi diritti e siamo dotati di una intelligenza che ci consente di superare tutte le difficoltà che si presenteranno nel corso del nostro percorso. Dobbiamo ritrovare un nuovo umanesimo laico, fatto di solidarietà e semplicità, dove lo stare insieme ha più valore di una ricchezza piena di solitudine.

 

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di Raffaele Pirozzi
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