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E' Masciocco, assessore alle Politiche sociali

L'Aquila: assessore si dimette, "siamo ostaggi del governo"


L'Aquila: assessore si dimette, 'siamo ostaggi del governo'
14/06/2010, 17:06

L'AQUILA - DImissioni da parte dell'assessore comunale de L'Aquila alle Politiche sociali, Giustino Masciocco, con una dura lettera di protesta. Ma questa volta non è qualcosa contro in Sindaco o contro esponenti di partito, come a volte succede. La protesta è diretta molto più in alto, politicamente parlando, e lo dimostrano le parole usate dall'assessore: "La Città è stata chiusa in un recinto blindato all'interno del quale tutti noi cittadini, amministratori, politici, ci massacriamo sulla strategia da adottare per contrastare lo strapotere, avallato dal Presidente Chiodi, del governo sul nostro territorio, ma non abbiamo la forza e la possibilità di unirci per abbattere lo steccato che ci divide dalla verità, dalla conoscenza e dalla trasparenza. Mancano i luoghi, i metodi ed il confronto. Siamo ostaggio di un governo che non ha il coraggio di affrontare con sincerità e senza faziosità la nostra situazione prendendosi, sì, i giusti meriti per quanto è stato fatto, ma con l'obbligo di riconoscere le difficoltà che ci sono sulla via della ricostruzione e sull'emergenza abitativa... Le giuste rivendicazioni dei nostri concittadini disorientati in una selva di ordinanze, decreti, disposizioni e avvisi estemporanei, ci fanno capire che permane una fascia di popolazione che dovrebbe essere assistita con altri mezzi, risorse finanziarie ed ulteriori alloggi mai realizzati". E ce n'è anche per le recenti accuse fatte dal Preasidente del Consiglio ai cittadini aquilani: "La città subisce giornalmente una violenza sia essa amministrativa, politica, contabile, finanziaria. Per coprire i torti e le mancanze fatte a questo territorio, di fronte all'opinione pubblica nazionale, siamo spesso rappresentati come una massa di ingrati o di 'menti fragili' e rancorose. Non meritiamo questo. Né vogliamo che si nasconda dietro alle difficoltà della crisi economica mondiale la discriminazione che subiamo rispetto al trattamento di altri terremotati". Per poi finire con una esortazione al sindaco di L'Aquila, Massimo Cialente: "Lei sindaco ha il dovere di impedire in maniera più energica che tutto ciò avvenga. Vogliamo essere percepiti per quello che siamo, una città ferita che cerca con dignità e sacrificio di rimettersi in cammino".
Laconica la risposta del sindaco: "A fronte di una situazione drammatica per l'impossibilità di usare molti fondi stanziati per il terremoto, con migliaia di persone ancora in assistenza e la ricostruzione leggera bloccata, Masciocco mi ha presentato una lettera di dimissioni. Mi auguro torni sui suoi passi".

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di Antonio Rispoli
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