Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

Si complica la posizione dell'ex governatore dell'Abruzzo

L'Aquila: Del Turco lascia l'aula quando il Pm legge le telefonate hard


L'Aquila: Del Turco lascia l'aula quando il Pm legge le telefonate hard
15/06/2010, 11:06

L'AQUILA - E' stata un'udienza preliminare infuocata, quella che si è tenuta nel tribunale di L'Aquila, per decidere sul rinvio a giudizio di Ottaviano Del Turco, accusato di peculato, di avere intascato tangenti e di associazione a delinquere, insieme ad altre persone. A scatenare l'ira dell'ex governatore dell'Abruzzo è stato il fatto che il Pubblico Ministero, mentre spiegava le ragioni per cui riteneva giusto il rinvio a giudizio degli imputati, ha cominciato a leggere alcune telefonate, intercettate dai telefoni della Regione, in cui ci sono diversi imputati che chiamano le loro amanti - e il cosa si dicono e il tono con cui lo fanno si può immaginare - e fissano camere d'albergo per appuntamenti "bollenti" usando sia i telefoni degli uffici della Regione sia - secondo l'Accusa - le risorse della Regione. Stessa cosa quando alcune di queste amanti sono state assunte dall'uno o dall'altro degli imputati come dipendenti dell'stesso Ente pubblico.
Appena è iniziata la lettura, Del Turco ha lasciato l'aula insieme al suo legale; un gesto decisamente anomalo, che ai giornalisti ha spiegato così: "Quando non si hanno molti argomenti per dimostrare un'accusa così rilevante come quella che mi è stata mossa, si ricorre al dileggio personale". Ha rincarato la dose l'avvocato Giandomenico Caiazza, legale dell'ex parlamentare: "Non potevamo tollerare oltre, il disprezzo della privacy del mio assistito. Abbiamo interrotto la partecipazione ad un'udienza in cui si parla di fatti privatissimi, dei quali non sappiamo ancora nulla. Con il deposito di indagini suppletive di oggi (ieri, ndr) ci saremmo aspettati che finalmente si fornisse qualche documento, uno straccio di prova di riscontro delle accuse di Angelini. Invece dobbiamo ascoltare pettegolezzi poco commendevoli: ci alziamo e ce ne andiamo. Quando il processo ritornerà a essere un processo, noi saremo di nuovo qui".
In realtà, se queste telefonate servono o meno per dimostrare le responsabilità di Del Turco lo deve decidere il giudice. Ma se, come dice l'accusa, si telefonava dai telefoni della Regione per fatti propri; se si usavano i soldi della Regione per pagare alle amanti alberghi, vacanze e stipendi dopo l'assunzione alla Regione; se tutto questo è vero, allora i fatti non sono più privatissimi, ma fanno parte delle prove da rendere pubbliche. In realtà è probabile che l'indignazione sia stata una simulazione, perchè il Pm ha tirato fuori queste prove in maniera inaspettata, dal punto di vista della DIfesa.

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©