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La Polizia interviene per strappare gli striscioni

L'Aquila: Gianni Letta contestato alla Perdonanza


L'Aquila: Gianni Letta contestato alla Perdonanza
29/08/2010, 09:08

L'AQUILA - La 716esima celebrazione della Perdonanza celestiniana, che si è svolta sabato, è stata caratterizzata dalle contestazioni al vice Presidente del Consiglio, Gianni Letta. La processione, al seguito del mezzo dei vigili del fuoco che trasportava le spoglie del Papa aquilano Celestino V (il papa del "gran rifiuto" di cui parla Dante nella Divina Commedia), si è snodata regolarmente verso l'apertura della Porta Santa, che, a differenza di quella di Roma che si apre ogni 25 anni, nel capoluogo abruzzese si apre ogni anno. Ad un certo punto, circa 500 aquilani, hanno tirato fuori degli striscioni che contestavano l'attività di governo in merito alla ricostruzione del capoluogo abruzzese distrutto dal sisma del 6 aprile 2009. Si sono lette frasi come "Il Gran rifiuto della cricca", "Celestino sarebbe stato con le carriole", "Zona rossa di vergogna", "Alle 3.32 io non ridevo", e ci sono state grida come "Letta vattene", da parte dei terremotati.
Naturalmente la contestazione è durata pochissimo: oltre un centinaio di agenti di Polizia si sono scagliati immediatamente contro i pacifici manifestanti, spintonandoli via e strappando gli striscioni. Non è la prima volta che quersto accade. E' circa un anno, cioè da quando agli aquilani è stato detto chiaro e tondo che non ci sarebbe stato alcun intervento per ripulire L'Aquila dalle macerie e per ricostruire le case distrutte o gravemente lesionate, che ogni volta che i rappresentanti del governo vanno nel capoluogo abruzzese per farsi riprendere dalle telecamere (ora lo scenario preferito è l'unico dove si sono fatti lavori di restauro, i più inutili: la Basilica di Collemaggio), manifestanti hanno sempre cercato di esprimere la propria voce e di mostrare striscioni di protesta. Ma ogni volta i percorsi vengono perlustrati da decine di poliziotti in assetto antisommossa, guidati da personaggi in borghese (non si presentano, quindi impossibile sapere se siano dirigenti di Polizia, della Digos o semplici delinquenti messi a capo della Polizia) che strappano ogni striscione o cartello di protesta, spesso minacciando o intimidendo coloro che li vogliono esporre.

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di Antonio Rispoli
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