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Cialente chiede aiuto alla Stampa

"L'Aquila non è stata abbandonata"- Bertolaso lo scrive


'L'Aquila non è stata abbandonata'- Bertolaso lo scrive
22/06/2010, 12:06

L'AQUILA - Una lettera di Guido Bertolaso ha fatto seguito all'invito del sindaco Massimio Cialente ai direttori delle testate nazionali. Il primo cittadino aquilano ha invitato i giornalisti a visitare la città terremotata per poter raccontare come si vive dopo un anno dal terremoto. Il tour è cominciato stamattina alle 11. L'unica preghiera di Cialente: "Vi prego di raccontare una città che, in questo momento, non c'è più”.
Bertolaso ha spedito a tutti i partecipanti, o comunque a tutti gli invitati, una lettera: "L'Aquila non è stata abbandonata".
Questo il messaggio complessivo. Di seguito l'intero testo: "Gentile direttore mi auguro che troverà il tempo per visitare L'Aquila, accogliendo l’invito che il sindaco ha rivolto a tutti i direttori delle principali testate italiane. Sono certo che visitando il centro della città, se non le fosse già capitato di farlo in precedenza, resterà colpito per la situazione che le si presenterà davanti agli occhi. Mi permetto però di darle un suggerimento. Una volta arrivato nel capoluogo abruzzese cerchi di allargare il suo programma non limitandolo solamente ad una visita del centro storico della città. Rimarrà stupito nel constatare la quantità e la qualità delle opere realizzate in favore della popolazione abruzzese che, a mio modesto giudizio, rappresentano una realtà unica in tutto il mondo nella gestione di un’emergenza che ha colpito chirurgicamente il cuore di una città d’arte. Non mi sorprendo di quanto leggo dalle cronache che arrivano dalla città abruzzese, conosco bene il dramma che hanno vissuto e le difficoltà implicite a un percorso di ritorno alla normalità lungo e complesso. Non le sarà difficile ritrovare le mie dichiarazioni sui tempi per la ricostruzione della città: feci una stima di 10 anni, a condizione che si continuasse a lavorare con lo stesso impegno e la stessa determinazione che ha scandito le nostre giornate in Abruzzo. Non fu una previsione priva di verifiche; d’altronde anche in Umbria sono ancora in via di completamento le opere di ripristino dei centri storici a 13 anni dal terremoto. Su questa base, e con la consapevolezza che qualsiasi intervento sul centro dell’Aquila non sarebbe stato possibile se non supportato da un’attività di progettazione complessa e di conseguenza dalla tempistica incerta, abbiamo fatto la scelta di dare ai cittadini abruzzesi colpiti dal terremoto le ormai famigerate case antisismiche e villette di legno che ospiteranno per anni più che dignitosamente chi ha perso la propria casa. Da parte dei rappresentanti della comunità locale mi è sempre stato ribadito il concetto che la ricostruzione cosiddetta pesante fosse compito loro e che di questa attività avrebbero fatto un’occasione per far rinascere la città. Mi limito a constatare che gli stessi rappresentanti delle istituzioni locali oggi si scagliano con forza contro una sorta di immobilismo e di abbandono. Ora, limitarsi alle proteste e alla denuncia serve a poco, ciò di cui hanno bisogno gli aquilani e tutti gli abruzzesi che hanno vissuto il dramma del terremoto è la capacità di programmare e, soprattutto, progettare con l’obiettivo di riportare la città alla sua bellezza. Si cominci allora da ciò che la legge, e non le parole di qualche politico, garantisce per la ricostruzione, si prenda atto che c’è stato un terremoto devastante e chi tanto ha brigato per avere titolarità per le opere di ricostruzione, lavori per avviare questo percorso. Concludo con le parole del maestro Muti. Quando venne all’Aquila disse chi suona stona, chi non suona critica. Ed è molto più facile”.
Un suggerimento, un avvertimento ad aprire bene gli occhi. Di cosa ha paura Bertolaso? Quante e quali verità ci sono e si nascondo, o quanti tentato di occultare il lavoro svolto?

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di Elisabetta Froncillo
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