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Infiltrazioni e ruggine dopo 90 giorni dalla consegna

L'Aquila: per i tecnici del Comune le C.A.S.E. sono a pezzi


L'Aquila: per i tecnici del Comune le C.A.S.E. sono a pezzi
11/06/2010, 11:06

L'AQUILA - Era il grande successo del governo, o quanto meno doveva esserlo, e si sta rivelando uno dei soliti bluff. Il progetto C.A.S.E. (Complessi Anti Sismici Ecocompatibili), le abitazioni per alcune migliaia degli sfollati del terremoto del 6 aprile 2009. Ma il dossier redatto dai tecnici del Comune di L'Aquila è impietoso: gli edifici stanno praticamente cadendo a pezzi. Certo, qualcuno è stato costruito bene, ma i più presentano gravissimi segni di deterioramento: perdite di acqua, dalle tubature, soprattuto nei garage; ringhiere dove già compaiono segni evidenti di ruggine, e cose del genere. In alcuni casi le perdite di acqua sono così gravi da allagare i ballatoi e i piani più bassi delle costruzioni, oltre a rendere pericolosamente fragile la base stessa delle fondamenta, dato l'effetto corrosivo dell'acqua. Addirittura nei garage ci sono fili elettrici e telefonici posati a terra senza alcuna protezione. E, come annunciato già da tempo, anche piloni di calcestruzzo fatti con la sabbia, esattamente come quelli dei palazzi crollati nel terremoto. Per non parlare poi delle finiture scadenti, macchie nelle tinteggiature pavimenti non fatti a dovere che rendono molto difficile il movimento di chi ha difficoltà di deambulazione.
A questo punto, chi deve provvedere a sistemare questo disastro? Le aziende? Se hanno combinato questo scempio incassando molti soldi grazie ad appalti pubblici particolarmente convenienti e ben remunerati, è difficile che facciano un lavoro migliore gratis. Il Comune, a cui è stata affidata la gestione degli immobili? Non ha più risorse, dato che non ci sono stati i trasferimenti promessi. L'Aquila avrebbe bisogno di 400 milioni per il migliaio di senzatetto che ci sono, e in cassa ce ne sono poco più di 100. E il governo? Ormai lì non c'è più da organizzare spettacoli propagandistici, quindi il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è stato chiaro qualche giono fa: a L'Aquila non ci andranno più i dirigenti della Protezione Civile, non è cosa che gli interessi. E poi, che succederebbe se incontrassero coloro che abitano in queste C.A.S.E.? Cosa racconterebbero loro?

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di Antonio Rispoli
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