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Continuano i disagi per i cittadini abruzzesi

L'Aquila: terremotato e sfrattato, si incatena alla Regione

Chiodi: "I cittadini non pagheranno colpe non loro"

L'Aquila: terremotato e sfrattato, si incatena alla Regione
02/02/2011, 14:02

L'AQUILA - Continua la situazione drammatica dei terremotati a L'Aquila e in provincia, a quasi 2 anni dal sisma che colì la zona il 9 aprile del 2009. Secondo i dati ufficiali, ci sono quasi 40 mila persone che sono ancora negli alberghi abruzzesi e a gennaio solo 700 hanno trovato casa. E non è detto che sia la loro. Infatti, la legge che è stata fatta, prevede che dal momento in cui una ditta inizia a lavorare alla ristrutturazione di una casa pericolante, debba finire entro 6 mesi. Al termine di questo tempo, il proprietario perde il diritto a stare in albergo. In realtà le ditte quasi mai rispettano i tempi, e così ci sono centinaia di persone che non hanno più diritto di stare in albergo ma non hanno una casa dove andare, dato che i lavori non sono finiti.
Uno di questi è Renato Vitturini, fotografo che collabora col Messangero. IL quale si trova esattamente in questa situazione: ha ricevuto l'ordine di andarsene dall'albergo, perchè i 6 mesi sono passati, e quindi la casa dovrebbe essere stata finita. Ma in realtà così non è e quindi Vitturini e la madre sono destinati a finire in mezzo alla strada. Per questo il fotografo si è incatenato davanti al palazzo della Regione, a L'Aquila, minacciando di restarci finchè la situazione non sarà risolta.
Il Presidente della Regione Abruzzo e Commissario straordinario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, ha cercato di rassicurare tutti: "Ho dato mandato agli uffici commissariali di trovare una soluzione normativa idonea. Per il caso singolo e per molti casi simili segnalati, è necessario stabilire il principio secondo cui le inadempienze non dipendenti da comportamenti dei cittadini non devono avere conseguenze sugli stessi. Ed è il caso che si è presentato, con un'impresa che non ha terminato i lavori nei tempi stabiliti e un cittadino rimasto senza alcuna copertura assistenziale. Per questo stiamo lavorando affinché, se conseguenze devono esserci, per la mancata conclusione dei lavori in tempi certi, queste devono ricadere su chi è responsabile e non sui cittadini incolpevoli".

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di Antonio Rispoli
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