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L'arresto di Mario Chiesa


L'arresto di Mario Chiesa
05/04/2009, 13:04

 

IL RITORNO DI MARIO CHIESA E L'ARRESTO DI ROBERTO CONTE CONSIGLIERE REGIONALE DELLA CAMPANIA


 

di: Raffaele Pirozzi e Giuseppe Biasco


 

Mercoledì 17 Febbraio 1992, a Milano, fu arrestato il Presidente del Pio Albergo Trivulzio, l’ingegnere Mario Chiesa.

L’Ingegnere Chiesa era stato trovato in possesso di una busta contenente7 milioni di lire, che gli era stata consegnata da un imprenditore di una ditta di pulizia. Quei soldi erano una tangente dovuta per aver ottenuto l’appalto, il magistrato inquirente era il Sostituto Procuratore della Repubblica Antonio Di Pietro, che allora nessuno conosceva.

Quello che appariva un normale caso di corruzione si trasformò ben presto nella Inchiesta definita di “Tangentopoli”. L’inchiesta rappresentò un vero e proprio terremoto che sconvolse il sistema politico ed economico del Paese; fu necessario organizzare una squadra di magistrati per seguire tutti i filoni dell’inchiesta: il pool di“Mani Pulite”.

Il famoso pool di Magistrati milanesi, che svelò agli italiani il sistema di corruzione che coinvolgeva politici, imprenditori, finanzieri e funzionari dello Stato.

Mario Chiesa, socialista, aspirava a diventare Sindaco di Milano, confessò e patteggiò una pena ridotta, ma il tempo che passò in carcere fu veramente breve. Con lui iniziò il processo politico e sociale che portò alla fine della prima Repubblica.

Sono passati 17 anni da quell’episodio e Mario Chiesa è stato di nuovo arrestato per motivi identici a quelli di tanti anni fa: corruzione, turbativa d’asta, truffa aggravata. Con lui è stato arrestato il suo primo figlio e la sua giovane compagna. Se prima era da solo, oggi si muove con una azienda di tipo familiare nel mondo del malaffare e della corruzione. Come sempre troviamo Chiesa nei settori più delicati della Pubblica Amministrazione; allora era l’assistenza ai più poveri della società, adesso è toccato alla raccolta dei rifiuti ed il loro smaltimento. Speriamo che anche questa volta parli, così scopriremo quello che Roberto Saviano ha già denunciato nel suo libro: il traffico di rifiuti dal Nord al Sud attraverso imprenditori corrotti e organizzazioni della delinquenza organizzata.

Abbiamo la prova di ciò che abbiamo sempre sospettato: tra la prima e la Seconda Repubblica la differenza non c’è, la corruzione c’era allora, c’è adesso e coinvolge politici, imprenditori, banche e delinquenti, come prima, come sempre.

Da allora ad oggi abbiamo assistito ad un cambio di pelle della politica e delle istituzioni del nostro paese, ma tutto quello che abbiamo registrato in questi anni, non è servito in nessun modo a far diminuire la corruzione in Italia.

Che la cultura della corruzione è ben radicata nel nostro paese ci era chiaro, i dati non riescono a negare la realtà. Si parte dalla dichiarazione dei redditi falsa, fino ad arrivare alla truffa alle assicurazioni, all’affitto di appartamenti a clandestini a prezzi esorbitanti e condizioni di vita impossibili, fino ad arrivare alle piccole e grandi malversazioni di ogni giorno. La illegalità diffusa nel nostro paese è un modo di vivere, una cultura, un modo di essere nella società. Essere onesti in Italia è un handicap. Pensate un po’ solo 400 mila persone in Italia hanno denunciato un reddito superiore ai 100 mila Eeuro. Sono solo lo 0,9% del totale, l’evasione fiscale è ripresa alla grande! Così come nel periodo del precedente Governo Berlusconi, alla prima denuncia dei redditi, appena è arrivato Tremonti, siamo di nuovo punto e da capo. Pensate, qualcuno definisce Tremonti un ottimo Ministro! Questa è la dimostrazione che in Italia le persone perbene non durano a lungo. Vi ricordate del generale Speciale? Era il comandante del corpo della Guardia Di Finanza che Padoa Schioppa aveva attaccato in Parlamento, dopo la polemica con Visco; quello che aveva utilizzato per ben 250 volta i due bimotori a disposizione della Finanza per uso personale suo e della sua famiglia; quello che aveva fatto volare l’Atr 42 Delle Fiamme Gialle per farsi portare il pesce fresco da Pratica di mare a Bolzano do ve si trovava con i suoi congiunti? Quello della scomparsa dei fondi speciali della Guardia di Finanza? Quello che aveva ottenuto pessimi risultati in merito alla evasione fiscale? Oggi è senatore per il PDL, perché Berlusconi paga sempre i suoi debiti.

Padoa Schioppa non era un ottimo ministro, le persone oneste non sono mai ottimi politici!

La vicenda di Mario Chiesa, milanese e socialista, dimostra che la corruzione non finirà mai in un paese in cui non c’è trasparenza, ma solo ipocrisia. L’Italia è il paese dei vizi privati e delle pubbliche virtù, a condizione che i vizi devono essere veramente privati, ovvero che nessuna intercettazione deve essere fatta, i magistrati non devono scavare troppo nella pubblica amministrazione e soprattutto non deve mai essere messo in discussione il potere della politica di fare e disfare quello che più gli piace.

Berlusconi è il totem dietro il quale tutto è possibile, scampato più di una volta dalle grinfie del pool Mani Pulite, con sorprendenti giochi di prestigio e di leggi ad personam, la sua vita ed il suo comportamento permettono che si affermi la cultura della furbizia, che precede di poco quella della disonestà.

Tutto si copre con la spavalderia comunicativa del premier, la morale non fa parte più del giudizio collettivo. L’importante è ciò che appare, non quello che è veramente!

L’ultimo esempio che vorrei rappresentare, è avvenuto in Campania e riguarda l’arresto del Consigliere regionale Roberto Conte per truffa ed altri gravi reati .

Il consigliere Conte era già inquisito in altre due inchieste con gravi imputazioni, eppure restava al suo posto, in attesa della chiusura delle inchieste che lo riguardavano. Non esiste nessuna norma nello Statuto Regionale che, in presenza di gravi reati, arresti dei consiglieri, consente l’allontanamento del politico sia dalla carica che dallo stipendio. Eppure lo Statuto Regionale è stato votato da poco,e nessuno ha pensato ad inserire una clausola di garanzia della moralità dell’intero consiglio nello strumento istituzionale fondamentale dell’ordinamento Regionale.

A noi non resta che prendere atto di quanto avviene e non stancarci mai di ripetere che le istituzioni devono essere un esempio di moralità e devono lavorare per il bene comune.

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di Raffaele Pirozzi
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