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L'assalto della Chiesa alla libertà individuale


L'assalto della Chiesa alla libertà individuale
27/11/2010, 11:11

Ancora una volta, bisogna evidenziare le tante intromissioni della Chiesa e dei suoi organi nella vita sociale. La foto qui a lato, segnalatami da Francesco Novelli tramite Facebook, mostra un noto settimanale su cui ci dovrebbero essere programmi televisivi della settimana, e magari qualche rubrica di corredo. Ma con che criterio, nella rubrica "casa" ci si piazza un pezzo del Vangelo? Forse che a casa serve per lavare i pavimenti o spolverare i mobili? Oppure lo si può cucinare? E poi, guarda caso, parliamo sempre del Vangelo. Non del Vecchio Testamento, per esempio. Non un pezzo del Corano o di qualche libro di religione indù. Sempre e solo il Vangelo, alla faccia del divieto di discriminazione - in questo caso religiosa - che dovrebbe vigere. Questo vuol dire che non si può mettere un pezzo del Vangelo su una rivista? Si può anche mettere, ma a condizione che venga trattato per ciò che è: una pubblicità. Certo, è una pubblicità sui generis, ma vuole semplicemente vendere una certa immagine della Chiesa.
Vale la stessa cosa per le rubriche che vediamo in TV su Rai 1 e Canale 5, gestite rispettivamente da un prete e da un francescano. Perchè non si parla mai delle altre religioni? Eppure l'Italia non è mai stato, negli ultimi tre secoli, un Paese estremista cristiano (anche se spesso lo sono stati i governi). L'italiano medio, anche verso la religione, ha lo stesso atteggiamento che ha verso tutto il resto: un atteggiamento distaccato, di formale rispetto, e quindi attento più alle forme che ai contenuti. Quindi non vedo l'utilità di campagne del genere, a meno che l'intento non sia dietrologico: semplicemente dimostrare che ci si intrufola ovunque per ottenere dalla politica quelle leggi a proprio uso e consumo.
Ma oggi - piaccia o meno - siamo una società multireligiosa. Testimoni di Geova, Valdesi, Avventisti del settimo giorno, buddisti, ebrei, musulmani e - perchè no? - atei, ormai formano almeno un terzo della popolazione italiana. E sono tutte persone che si riconoscono in posizioni - morali, religiose, definitele come volete - diverse da quelle del Vaticano. Allora perchè nessuno dice niente, nessuno protesta? Dobbiamo solo subire leggi degli dei talebani, come la legge 40 (prima degli interventi della Corte Costituzionale e della Corte di Cassazione)?

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di Antonio Rispoli
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