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Il magistrato di ferro vince la sua piccola battaglia

L’assessore Narducci redento dall’ANM


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L’assessore Narducci redento dall’ANM
02/12/2011, 13:12

NAPOLI - La condotta del magistrato assessore “non ha inciso” sul prestigio delle toghe. Con questa semplice battuta l’ANM fa piazza pulita del focolaio di polemiche che seguirono la decisione dell’allora magistrato Giuseppe Narducci, di scendere in politica al fianco di Luigi De Magistris, e condividerne le scelte fino a diventare suo assessore alla sicurezza. Le scelte di Narducci non convinsero nemmeno Giorgio Napolitano che si disse assolutamente contrario alla possibilità per i magistrati di intraprendere la carriera politica. Erano sembrate alquanto anacronistiche le critiche del capo dello Stato in considerazione della vicenda Di Pietro, ma intanto il caso Narducci continuava a far discutere. Le contestazioni contro le scelte del togato giungevano proprio dall’interno dell’associazione nazionale magistrati, mentre il neo assessore alla sicurezza della Giunta De MAgistris poteva contare sull’appoggio dei colleghi Cantone, Morlini e San Giorgio che avevano già ipotizzato che le polemiche fossero state innescate perché Narducci era il PM al processo contro Cosentino. Intanto dalla questione ne viene fuori un assessore pienamente vittorioso su un problema che tra gli altri aveva innescato anche il dato morale e deontologico. L’ANM , a sei mesi di distanza dai fatti, è costretta a chiudere il chiacchiericcio con il pronunciamento dei probiviri, secondo i quali la scelta di Giuseppe Narducci “non getta discredito sull’ordine giudiziario”.




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di Rosario Lavorgna
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