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La donna, nota in paese, lo usa sempre

Latina: raccolta firme all'asilo contro madre con burqa


Latina: raccolta firme all'asilo contro madre con burqa
17/09/2010, 14:09

SONNINO (LATINA) - Ancora una volta un episodio di razzismo (anche se ovviamente nessuno pronuncia questa parola) a Sonnino, paese di 7000 abitanti in provincia di Latina. Il bersaglio in questione è una donna marocchina, conosciuta in Paese, che ha l'abitudine di girare in burqa, anche quando porta il figlio all'asilo. Ed è qui che la sua presenza non è gradita dalle altre mamme. Che prima hanno detto che spaventava i bambini, i quali la chiamavano addirittura la "maestra nera"; poi che bastava che la donna si scoprisse almeno il viso, nella zona compresa tra la gli occhi e la bocca; infine che temevano che dietro quel velo una volta o l'altra si potrebbe nascondere qualcuno che entra nella scuola elementare per fare del male ai bambini. Il tutto per giustificare l'organizzazione di una raccolta firme "per trovare una soluzione condivisa, naturalmente rispettosa di tutti, per tutelare la serenità dei propri figli".
Al di là delle parole, appare evidente che in realtà, dietro questa scelta ci sono motivi razzistici. Che un bambino possa spaventarsi dal fatto di vedere una donna in burqa è una bufala che esiste solo qui in Italia; e se anche fosse vero, che costa spiegare che è una persona che ha scelto di vestirsi così?
Intanto oggi nuovo disegno di legge anti-burqa presentato in Parlamento dalla Lega Nord. Si tratta in effetti di una traduzione quasi pedissequa della legge che è in via di approvazione in Francia, ma senza i finanziamenti per l'opera di "convincimento" previsto dalla legge francese. Resta intatta la fase repressiva, con forti multe a carico di chi va in giro col burqa ma anche per chi costringe altri ad indossarlo (il riferimento è alle giovani musulmane che alle volte sono tentate dalla vita "all'occidentale" e che spesso hanno genitori tradizionalisti).

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di Antonio Rispoli
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