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L'attentato a Belpietro rischia di essere un'altra bufala


L'attentato a Belpietro rischia di essere un'altra bufala
02/10/2010, 19:10

Più vengono diffusi dettagli sul cosiddetto attentato a Maurizio Belpietro, e meno l'episodio riesce ad essere credibile. Vediamo perchè.
Innanzitutto una precisazione: dalle testimonianze, l'unico che ha visto il presunto attentatore è solo il caposcorta. Infatti, in quel momento Belpietro era in casa e l'incontro tra il caposcorta e l'attentatore è avvenuto un piano e mezzo al di sotto del piano dove abita il direttore di Libero. L'altro agente era in macchina e non ha sentito nulla.
Ora, veniamo alle incongruenza del racconto. La prima: l'uomo di scorta decide di scendere per le scale ed incrocia questo sconosciuto che sta nel vano scale. E perchè quest'ultimo doveva estrarre una pistola? Anche se aveva cattive intenzioni, perchè tradirsi in maniera così evidente? Insomma, ha dimostrato una grossa idiozia. Comunque, estrae la pistola, la punta... e questa si inceppa. Ora, traduciamo il termine tecnico "si inceppa" col più generico "non spara", perchè altrimenti avremmo la certezza che il caposcorta ha mentito. Può succedere questo, con una pistola semiautomatica, come quella che impugnava l'individuo (per capirci, la pistola semiautomatica è quella che si vede nei film che ha il caricatore nel calcio)? Può succedere in tre casi: 1) se non c'è colpo in canna o se c'è la sicura inserita; 2) Se il proiettile è difettoso; 3) se la pistola non è stata ben curata e quindi i meccanismi non funzionano bene. In tutti e tre i casi, sono situazioni che denotano il fatto che la pistola è impugnata da uno che farebbe meglio a fare lo spazzino, perchè non sa neanche una pistola come è fatta.
Ma non è che il caposcorta sia meglio. Secondo la sua testimonianza spara tre colpi ad una distanza di 3-5 metri e non lo centra neanche per sbaglio. Ma normalmente questo A.M. cosa fa di solito? Il lustrascarpe? Non solo, poi se lo lascia anche scappare: questo misterioso attentatore ha qualità atletiche tali da battere una persona che per lavoro deve essere sempre in ottima forma fisica. Ma da dove è uscito? Il palazzo ha due uscite: da una parte c'era l'altro agente di scorta, dall'altra c'era il portiere e le telecamere, ma nessuna l'ha ripreso. E qui c'è un altro punto strano: nessuna traccia di questa persona. Nessuna telecamera di sorveglianza (nella zona ce ne sono molte) in un raggio di 4 isolati l'ha inquadrato, nè prima nè dopo i fatti; Non è entrato o uscito dai due ingressi dell'edificio. Nella zona dove è stato non ha lasciato tracce: niente mozziconi di sigaretta, niente cenere, non si è neanche appoggiato al muro o cose del genere. Insomma, potrebbe anche non esserci mai stato, non cambia nulla. Uno che riesce a fare una cosa del genere non è un professionista, ma un fior di professionista. E poi ha una pistola che non spara? Non quadra.
Poi l'identikit che è stato diffuso: un tizio alto circa 1,80, corporatura robusta, capelli tenuti fermi col gel e col ciuffetto rialzato al centro della testa. Non esattamente una persona che si confonde nella massa. Anche per i tratti del viso, con un naso da boxeur e tratti abbastanza squadrati. Eppure nessuno l'ha visto, nè prima nè dopo.
Infine, la stranezza mediatica: tutta la maggioranza, nonchè i quotidiani Libero e Il Giornale, se la sono presa con Antonio DI Pietro, Marco Travaglio e Beppe Grillo, accusati di incentivare queste persone con una presunta violenza nei loro discorsi. Ma nessuno che si interroga sulle stranezze della vicenda.
L'insieme di tutti questi dati (e ce ne sono molti altri di minore caratura che volutamente non esamino) fanno dubitare seriamente che ci sia stato veramente un attentato. E fanno pensare che il caposcorta possa avere preso un abbaglio; o magari quello era solo un ladro che si è visto scoperto ed è fuggito via.

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di Antonio Rispoli
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