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L'attentato di Brindisi, non erano bombole esplose


L'attentato di Brindisi, non erano bombole esplose
21/05/2012, 16:05

Più passa il tempo, più aumentano le discrepanze riguardo quanto accaduto a Brindisi davanti alla scuola Morvillo-Falcone.
La prima riguarda gli attentatori. Già nell'editoriale di sabato spiegavo che l'idea di una pista mafiosa era estremamente improbabile, dato che non si tratta di un obiettivo che potesse interessare la criminalità organizzata. Cosa ci guadagnano dopo tutto ad ammazzare una ragazza di 16 anni? E senza guadagno la mafia non si muove. Inoltre la Sacra Corona Unita negli ultimi anni ha ricevuto numerosi attacchi decisivi da parte delle fore dell'ordine, ed oggi è estramamente debole. Far esplodere davanti ad una scuola e attirare frotte di poliziotti, carabinieri e quant'altro, non è l'idea migliore, per ricostituirsi.
Si è parlato anche di una pista islamica, dato che la scuola era quasi esclusivamente femminile e il tipo di ordigno è simile - come concezione - a quelli che vengono utilizzati in Afghanistan contro le truppe occidentali. Ma la persona indicata come attentatore e ripresa dalle telecamere non ha la pelle scura o olivastra, come ci si aspetterebbe da un mediorientale.
E anche sull'ordigno, c'è qualcosa che non va, rispetto alle dichiarazioni. Sin dall'inizio si è parlato di due o tre (adesso si dà per scontato che siano tre) bombole di Gpl fatte esplodere tra il muro della scuola, un grosso palto di colore azzurro che regge un cartellone pubblicitario e un cassonetto, spostato là appositamente. L'esplosione, chiusa da tre parti, si è sfogata verso la quarta parte, cioè verso l'ingresso della scuola, dove in quel momento passavano le ragazze che sono state ferite e uccise. Ma è veramente così?
Diciamo subito una cosa: ben pochi sanno cosa succede veramente durante una esplosione. Di solito si sa quello che viene fatto vedere nei film e nei telefilm, che è solitamente sbagliato. Quindi esaminiamo cosa succede quando esplode una bombola di Gpl. Innanzitutto una notizia che forse sorprenderà molti: il Gpl, se è in una bombola sigillata è completamente innocuo. Infatti, di per sè il Gpl è sicuro. Diventa pericoloso (quindi infiammabile) solo quando è mischiato all'ossigeno presente nell'aria. Quindi, per far esplodere una bombola, c'è bisogno di due cose: o si svuota parzialmente la bombola, facendovi entrare dell'aria; oppure si mette un beccuccio collegato ad un timer. All'ora X il beccuccio si apre e fa uscire il gas. Una piccola carica esplosiva genera l'innesco per far esplodere il gas all'esterno. Quest'ultimo sistema è ben conosciuto a demolitori e militari. E' il principio della bomba FAE (acronimo di Fuel-Air Explosion), un'arma abitualmente usata nei bombardamenti aerei. Ma è un sistema usato anche per demolire gli edifici che hanno una base molto larga. Ed è anche quello che succede quando si sente in Tv che "è esplosa una bombola di gas". In realtà è esploso il gas uscito dalla bombola e dispersosi nell'ambiente. Per cui, in quel caso, non esplode la bombola, ma l'intera stanza dove è presente la bombola. Per questo gli effetti sono così devastanti, con muri sfondati, e piani crollati.
Ma le esplosioni di bombole hanno una caratteristica singolare. Infatti, non si tratta di esplosioni nel senso classico del termine (anche se l'effetto è lo stesso). Si tratta di una fiammatache si propaga ad altissima velocità, più veloce del suono. Per questo crea davanti a sè un "muro" di aria compressa, che è quella che spazza via tutto quello che incontra. Per intenderci, immaginiamo un uovo sodo: il bianco è l'onda d'urto, il giallo la fiamma. Chiaramente più si allarga la fiammata, più si allarga l'onda d'urto. Di conseguenza, tutti quelli che non sono gli oggetti leggeri, che vengono spazzati via ad una velocità iniziale almeno pari a quella dell'onda d'urto, viene colpita due volte: schiacciata dall'aria compressa e poi bruciata dalla fiammata che segue.
Ecco, fermiamoci un attimo qui, alla fiammata. Dove stanno le tracce? Ieri ho visto un video che faceva vedere come sul muretto del luogo dell'esplosione non ci fosse alcuna traccia di fiammata. Nè c'erano segni sull'erba sotto il punto dove si è sviluppata l'esplosione, nè sulle piante che uscivano dall'inferriata al di sopra del muretto. Come mai? Così come non ci sono segni della pressione dell'aria sul muretto o sul terreno che, per quanto compatto, un minimo di cratere avrebbe dovuto crearlo. E' chiaro che non parlo di un buco profondo metri; ma una depressione di 30 centimetri? Invece non sembra esserci neanche quella.
A questo punto, c'è un dettaglio che poteva sembrare ininfluente, ma adesso è indispensabile chiarire. Come è morta Melissa? Quali sono le ferite di Veronica Capodieci, la ragazza gravemente ferita? Perchè se ci sono solo danni dovuti all'onda d'urto o magari ferite dovute a qualche oggetto scagliato via con violenza, allora ci troveremo di fronte alla prova assoluta che non c'è stata alcuna bombola di gas esplosa.
D'altronde, non è stata una grossa esplosione, in assoluto. Come ho detto, il muretto è intatto, come il terreno. Solo il supporto del cartellone pubblicitario è rimasto danneggiato, ma bisogna ricordare che si tratta di una lamiera di metallo molto sottile.
Quindi a questo punto si può fare una nuova ipotesi: che nelle intenzioni di chi ha messo la bomba, ci fosse solo l'intento di spaventare, con una bomba in grado di fare danni e basta. Insomma, una bomba a basso potenziale, che però è sfuggita al controllo.
Infine un dettaglio, che è una caratteristica che ho sempre notato. Quando ci sono questo genere di attentati (o anche più grandi), se sui giornali ed in TV sin dall'inizio compaiono notizie troppo dettagliate subito dopo il fatto, di solito la versione ufficiale fa acqua da tutte le parti. In questo caso, il riferimento è proprio alle bombole: è una notizia che è uscita fuori troppo velocemente. Ovviamente non so se i giornali e le Tv si sono fidate delle dichiarazioni di qualcuno della Polizia oppure di chi altro; ma - come abbiamo visto - anche questa è una notizia poco credibile.

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di Antonio Rispoli
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