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Tv e radio equiparati ai social network, mercato enorme

L'Authority sulla pubblicità salva Mediaset

Dacisivi i voti della maggioranza di destra e del presidente

L'Authority sulla pubblicità salva Mediaset
07/04/2011, 14:04

ROMA - Doveva essere una relazione seria del Garante per le Comunicazioni che valutasse se - come sembra da tutti i dati - la posizione di Mediaset sia troppo predominante nel mondo della pubblicità sui mass media; una posizione che poi pesa seriamente sul sociale per la forza di persuasione che può avere la loro comunicazione. Invece sarà una relazione-burletta, che mischia cose che non hanno alcun punto di contatto: Tv, radio, social network, attività di marketing e così via. Insomma, un pateracchio indistinto, nel quale le responsabilità e il monopolio di Mediaset viene annegato in un mare di settori separati tra di loro.
A decidere questa modifica sono stati i quattro consiglieri eletti dal centrodestra, che ovviamente non volevano arrecare danni all'azienda di SIlvio Berlusconi che li ha messi là. Sono stati appoggiati anche dal Presidente, Corrado calabrò. I tre voti dell'opposizione non sono serviti a nulla.
E' stata completamente ignorata la relazione tecnica che spiegava dati alla mano come questa scelta fosse sbagliata. In particolare, inserire marketing e "comunicazione di relazione" (cioè i servizi che le agenzie pubblicitarie assicurano alle imprese) nello stesso calderone della pubblicità televisiva o delle radio è una operazione impropria perchè viaggiano su binari diversi, e soprattutto non solo legati ad una comunicazione informativa.

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di Antonio Rispoli
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