Cronaca / Giudiziaria

Commenta Stampa

Ieri l’interrogatorio di garanzia nel carcere di Poggioreale

Lavitola: I 5 milioni chiesti a Berlusconi? Solo un prestito

L’ex direttore de “L’Avanti” respinge l’ipotesi del ricatto

Lavitola: I 5 milioni chiesti a Berlusconi? Solo un prestito
20/04/2012, 09:04

NAPOLI – Per i pm si tratterebbe di un ricatto, per lui, invece, quei cinque milioni non sarebbero altro che un prestito chiesto all’ex premier Silvio Berlusconi. Una semplice richiesta di aiuto, per quanto sostanziosa potesse essere, fatta ad un amico in un momento di difficoltà. A parlare è Walter Lavitola, nel corso del lungo interrogatorio di garanzia, durato circa cinque ore, avvenuto ieri nel carcere di Poggioreale, a Napoli.
Le prime confessioni dell’ex direttore de “L’Avanti” hanno riguardato quei famosi cinque milioni di euro, venuti alla luce grazie al racconto fatto da sua sorella agli inquirenti, quando lui era ancora latitante in Panama. Maria Lavitola aveva raccontato ai magistrati che la richiesta di denaro al Cavaliere nascondeva un ricatto, altrimenti il fratello “avrebbe detto tutto quello che sapeva su Berlusconi”. La tesi difensiva di Walter Lavitola, però, conferma tale racconto solo in parte: è vero che ci fu la richiesta di denaro, ma non come ricatto. Solo come aiuto.
Durante l’interrogatorio, nel corso del quale, secondo fonti a lui vicine, l’ex direttore de “L’Avanti” sarebbe apparso molto rilassato, è arrivata invece una ferma smentita sul fronte della corruzione internazionale: per Lavitola, i seicento mila dollari consegnati a esponenti del governo di Panama non erano tangenti, come ipotizzano i pubblici ministeri, ma somme relative a operazioni commerciali. Per dimostrarlo, agli inquirenti ha consegnato il suo telefonino e una serie di documenti che, a suo dire, possono offrire spiegazioni in grado di confutare le accuse.
Al termine del faccia a faccia con il giudice è arrivata un’apertura a sorpresa: l’indagato, infatti, si è detto disponibile ad affrontare l’argomento degli appalti di Finmeccanica, un capitolo importante dell’inchiesta napoletana non affrontato nell’interrogatorio di ieri. Molto probabilmente di questo si parlerà nell’interrogatorio investigativo che il giornalista affronterà la prossima settimana. Intanto lui stesso si è già detto disponibile a fornire chiarimenti e le sue dichiarazioni potrebbero rivelarsi molto importanti per gli sviluppi di questo ulteriore filone dell’inchiesta.

Commenta Stampa
di Antonio Formisano
Riproduzione riservata ©