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L'Odg Campania sospende i giornalisti coinvolti

Lavitola, la sorella: "Mio fratello voleva 5mln da Berlusconi per tacere"

"Fu sua moglie a svuotare le cassette di sicurezza"

Lavitola, la sorella: 'Mio fratello voleva 5mln da Berlusconi per tacere'
16/04/2012, 19:04

NAPOLI - Il caso Lavitola si allarga anche all’Ordine dei Giornalisti della Campania che, in seguito all'ordinanza del gip Dario Gallo nell'inchiesta sui finanziamenti all'editoria, ha sospeso dall'Albo i giornalisti Vincenzo Ghionni (pubblicista), raggiunto da ordinanza di custodia cautelare in carcere; Roberto Cristiano e Patrizia Gazulli (professionisti), entrambi agli arresti domiciliari. L'Ordine della Campania ha inoltre notificato al senatore Sergio De Gregorio (professionista) l'apertura di un procedimento disciplinare in seguito alla richiesta di arresto nei suoi confronti da parte del gip.

Intanto sono stati resi noti i verbali degli interrogatori fatti alla sorella dell’ex direttore de L’Avanti, Maria Lavitola, che lo scorso 17 febbraio si presentò spontaneamente davanti ai pm di Napoli. In particolare dai verbali emerge che la moglie di Valter Lavitola avrebbe svuotato le cassette di sicurezza presso una banca romana dopo che il marito aveva saputo in anticipo di un'imminente perquisizione. Il gip riporta i passaggi principali del verbale nel capitolo dedicato al pericolo di inquinamento probatorio. "A dire la verità ho paura di mio fratello Valter che è molto manesco, alcune volte mi ha picchiata – ha riferito ai magistrati Maria Lavitola - inoltre è a conoscenza di quanto intendono fare gli inquirenti. Mi ha detto che in Tribunale ha qualcuno che lo aiuta e lo informa. Ad esempio lui stesso due o tre giorni prima che io subissi la perquisizione mi disse per telefono che nei giorni successivi mi sarebbero venuti a prendere e che se mi arrestavano buttavano le chiavi. Ricordo poi che quando il dott. Piscitelli (uno dei titolari dell'inchiesta) dispose l'apertura di alcune sue cassette di sicurezza in una banca di Roma, lui lo seppe in anticipo tanto che avvisò la moglie e la stessa le svuotò prima che fossero aperte". Maria Lavitola ha precisato di avere appreso quest'ultima circostanza proprio dalla cognata.

La donna ha rivelato anche alcuni particolari sulla presunta estorsione ai danni dell’ex premier Silvio Berlusconi che il fratello avrebbe messo in atto, secondo l’accusa. “Mio fratello avrebbe avuto intenzione di chiedere 5 milioni di euro a Silvio Berlusconi. E se il leader del Pdl non avesse pagato, lui avrebbe avuto tutte le giustificazioni, anche morali, per dire tutto quello che sapeva su Berlusconi". Maria Lavitola ha prima riferito di una telefonata ricevuta dal fratello in cui questi le chiese di recuperare un contratto di pubblicità da 800mila euro stipulato dall'Avanti con Berlusconi tra il 1998 e il 2002-3. "Mi disse - ha dichiarato - che dovevo prendere questo contratto e portarlo a Berlusconi". Quando lei domandò il motivo, Valter Lavitola le avrebbe risposto: "sono cazzi miei". "Non cercai - ha poi affermato - neanche di trovare questo contratto perché sapevo che mi sarei cacciata in un guaio. A mio fratello dissi una frottola".

La testimone rivela anche di aver incontrato nel novembre scorso una donna, Neire Cassia Pepes Gomez, che a suo dire sarebbe stata inviata in Italia dal fratello. Neire le riferì di avere con sé una lettera di Valter da consegnare ad un avvocato che avrebbe dovuto recarsi da Berlusconi per chiedergli la somma di 5 milioni di euro. Il legale tuttavia le disse che di questa faccenda "non voleva saperne nulla". "Io chiesi a Neire - ha dichiarato Maria Lavitola - a che titolo Berlusconi dovesse dare questi soldi a mio fratello e lei mi rispose che era una tattica, nel senso che se gli dava questi 5 milioni di euro andava tutto bene, mentre se non li dava Valter, una volta tornato in Italia, avrebbe avuto tutte le giustificazioni anche morali per dire tutto quello che sapeva su Berlusconi. Insomma, a dire di Neire, non bisognava spiegare a Berlusconi il motivo della richiesta".

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di Veronica Riefolo
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