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Osvaldo Barba: "Chiusura del teatro, un danno per Napoli"

Lavoratori, Cgil, Cisl e Uil insieme per il Trianon


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Lavoratori, Cgil, Cisl e Uil insieme per il Trianon
28/06/2010, 17:06

NAPOLI - I lavoratori e i segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil della Campania si sono incontrati al Teatro Trianon per illustrarne lo stato di crisi e per proporre iniziative istituzionali e sindacali con lo scopo di salvare il teatro pubblico di Forcella. All'incontro, tra gli altri, hanno partecipato l'assessore regionale Marcello Taglialatela, il presidente del consiglio provinciale Luigi Rispoli, il presidente dell'Ordine dei giornalisti, Ottavio Lucarelli e Don Angelo Berselli, parroco della chiesa di San Giorgio Maggiore a Forcella. I lavoratori in agitazione chiedono garanzie occupazionali e certezze sul futuro. Daniele Chessa, 32enne lavoratore al Trianon sostiene: " Viviamo in una situazione di profondo stallo e oggi, alla vigilia di una scadenza importante come quella dell'approvazione del bilancio consuntivo, non si ha alcuna certezza sulle intenzioni di Regione e Provincia, soci di maggioranza". I dipendenti protestano non solo per il loro futuro e delle loro famiglie, ma anche perchè non vogliono veder morire un teatro così importante perchè nato in un quartiere difficile come Forcella. "Una struttura - aggiunge Chessa - che coinvolge l'intero territorio con le sue attività, svolgendo in questo modo una funzione sociale". Quattromila sono infatti gli abbonati registrati nell'ultima stagione. Osvaldo Barba, segretario Slc - Cgil sottolinea: " Il sindacato vuole difendere non solo i posti dei lavoratori, ma soprattutto il Trianon che è il Fort Apache della cultura e la sua chiusura sarebbe un danno per la città".

 «La Regione Campania è pronta a fare la propria parte e non farà mancare il proprio apporto. - ha dichiarato l'assessore regionale all'urbanistica Marcello Taglialatela - Il bilancio del teatro Trianon sarà approvato, ma vogliamo che sia varato un bilancio di rilancio dell’attività della struttura che non si limiti ad essere un mero bilancio consuntivo. Ho rassicurato in tal senso i lavoratori che possono stare tranquilli, ma credo vi sia la necessità di rivedere il piano industriale del Teatro Trianon e la sua mission. Non penso infatti che non servano alla città tre teatri pubblici di prosa, ma bastino il San Ferdinando ed il Mercadante. Occorre piuttosto dar vita ad un teatro della musica e della canzone napoletana. Ripensando quindi alla mission di una struttura importante come il Trianon è possibile per fare in modo che lo stesso sia più funzionale alle esigenze ed alle potenzialità culturali della città. Un teatro della musica e della canzone napoletana peraltro sarebbe molto più attraente per i turisti che ogni anno vengono a Napoli. Inoltre, in vista del Forum delle Culture del 2013 la nostra città non può farsi trovare impreparata perché si tratta di un appuntamento estremamente importante. È un’occasione che il capoluogo regionale non può lasciarsi sfuggire e per cogliere al meglio le opportunità che offre il Forum vi è bisogno che a Napoli si dia vita ad una struttura capace di raccontare al meglio la tradizione e la storia musicale della città e della canzone partenopea». 

Serve subito un tavolo con Caldoro e Cesaro per tracciare le linee del futuro del Trianon Viviani è quanto hanno affermato UIL e UILCOM stamane nel corso dell’assemblea pubblica tenutasi al teatro di Forcella. Dopo quattro mesi di assemblea permanente, i lavoratori insieme ai Sindacati si fanno sentire con più forza per avere risposte sul loro futuro e quello del Trianon: sono necessarie risposte concrete e responsabili da parte della regione e della provincia, affermano Fulvio Bartolo, segretario regionale della UIL Campania e Luigi Mercogliano responsabile della UILCOM, il tavolo è necessario per avere garanzie occupazionali e per condividere il progetto industriale.
La Regione e la Provincia posseggono la maggioranza della proprietà del Trianon e dovrebbero coprire il notevole debito contratto nei confronti di BNL e Banco di Napoli per i mutui d’acquisto del Teatro. La prima responsabilità, dicono CGIL CISL e UIL, la Regione ce l’ha nei confronti dei lavoratori e dei cittadini di un quartiere come quello di Forcella che anche grazie al Trianon possiede uno strumento importante nella lotta alla malavita ed una luce sempre accesa sulla vita , la cultura e la storia della città di Napoli. UIL e UILCOM hanno preso atto degli impegni assunti nell’assemblea di stamane presi dall’assessore regionale Tagliatatela a nome del presidente della Regione, Stefano Caldoro e di del presidente del consiglio provinciale, Rispoli per il presidente della Provincia di Napoli, Luigi Cesaro, impegni che costituiranno l’oggetto del tavolo richiesto. 

“Le dichiarazioni del capogruppo del PD alla Regione Campania, Peppe Russo, in merito alla crisi del Teatro Trianon ed al ruolo che potrebbe rivestire la Provincia di Napoli, oltre che essere strumentali, denunciano una profonda ignoranza delle leggi che regolano le attività degli enti locali”. A dichiararlo è il capogruppo del PDL alla Provincia di Napoli ,Domenico De Siano.
“La giunta Cesaro – aggiunge De Siano – non può, come chiede Russo, cacciare un euro per il Trianon, perché glielo vieta la legge. Esattamente la legge 244 del 2007, in cui si impone agli enti di dismettere le partecipazioni in attività non di propria competenza. Ma la cosa più ridicola – sottolinea il capogruppo del PDL – è che proprio l’ex giunta provinciale di centrosinistra, retta da Dino Di Palma, decretò tutto ciò, inserendo il Trianon nell’elenco delle partecipate da dismettere. Cosa che puntualmente l’attuale giunta di centrodestra, attuando degli obblighi di legge, ha fatto”.
“Ora Russo ed altri consiglieri regionali del PD – conclude De Siano - vengono a chiedere al Presidente Cesaro di finanziare una società che la legge gli impone di cedere. Siamo al ridicolo. Ma questa non è una novità”.

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di Claudia Peruggini
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