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32,5% gli occupanti indigeni contro il 44,5% degli stranieri

Lavoro, posto fisso, meglio gli stranieri che gli italiani

L'analisi è stata effettuata dalla Fondazione Leone Moressa

Lavoro, posto fisso, meglio gli stranieri che gli italiani
14/02/2012, 18:02

VENEZIA - Il posto fisso non alberga tra i giovani italiani che segnano un 32,5% di occupati contro il 44,5% degli stranieri, mentre la disoccupazione è al 20,4% per i primi e al 17,2% per i secondi che sono però pagati di più e lavorano in orari meno disagiati. Dall'analisi della Fondazione Leone Moressa di Venezia che ha confrontato l'occupazione straniera con quella italiana in età tra i 15 e i 30 anni nel primo semestre 2011, emerge, tra l'altro, che gli stranieri svolgono mansioni non adeguate al proprio titolo di studio - sono cioè sottoinquadrati - in prevalenza sono operai, e se disoccupati trovano lavoro prima. L'analisi del territorio evidenza, però, anche a causa della crisi, caratteristiche occupazionali diverse: così in molte delle regioni del Nord e in alcune del Centro la disoccupazione è più elevata tra gli stranieri che tra gli italiani. In Veneto, ad esempio, se per gli italiani la disoccupazione è al 10,7% per gli stranieri è al 19,9%; simile la situazione nelle Marche (12,9% degli italiani e 22,2% degli stranieri), Lombardia (12,2% vs 17,2%), Piemonte (16,2% vs 20,4%), Emilia Romagna (11,2% vs 16,5%). In altre regioni la situazione è inversa: Liguria (13,4% vs 13,2%), Lazio (22,7% vs 13,8%), Abruzzo (21,9% vs 17,2%), Campania (36,8% vs 13,4%), Sicilia (36,8% vs 13%). Inoltre il 26% degli stranieri occupati ha un contratto di lavoro a tempo determinato o di collaborazione (33% italiani) e il 64% (contro il 53,3%) un contratto a tempo indeterminato. Gli stranieri sono per oltre l'80% operai (metà per gli italiani) e guadagnano 939 euro netti al mese, 70 in meno degli italiani. Il 64,4% hanno professioni di media specializzazione e il 30% ha professioni non qualificate; mostrano un livello di istruzione più basso (48,3% ha al massimo la licenza media) e rimangono senza lavoro di media per 12,3 mesi (contro il 17,3). Sul fronte della qualità del lavoro, pur avendo livelli di istruzione medio-bassi, gli stranieri, molto più degli italiani, hanno titoli di studio più alti rispetto a quelli chiesti dal mercato del lavoro per svolgere quella professione: il 36% degli stranieri è sottoinquadrato (contro il 27,7%); il 64,7% lavorano vicino a casa (contro il 53,7%). Quasi un terzo degli occupati stranieri è romeno, poi albanese (16,6%), marocchino (6,1%) e moldavo (3,5%). «Sebbene la crisi abbia colpito di più proprio dove la presenza straniera è maggiore (come al Nord) - rileva la Fondazione -, i giovani immigrati possono però contare su contratti più stabili, soddisfacendo ad una domanda di lavoro dal basso profilo che continua ad essere espressa dal sistema produttivo, economico e sociale».

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di Valerio Esca
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