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Il fatto accaduto a Brooklyn

Le amputano mani e piedi per errore, risarcimento record


Le amputano mani e piedi per errore, risarcimento record
07/03/2012, 18:03

BROOKLYN – Un risarcimento da record pari a 17.900.000 dollari per l’incubo vissuto dopo che – a causa di una diagnosi errata – ha subito l’amputazione di mani e piedi, lasciandola anche parzialmente cieca. Quando Tabitha Mullings – questo il nome della donna – ha chiamato per ben due volte il 911 medici del Brooklyn Hospital Center non hanno preso in considerazione i suoi dolori, cosa che avrebbero dovuto fare dal momento che la donna stava in realtà sviluppando un’infezione da sepsi.
Lei cadde in un coma e la cancrena attaccò le sue estremità. Quando si risvegliò, si accorse che le erano stati amputati sia i piedi che le mani, oltre ad essere cieca da un occhio. Tabitha ha subito presentato una querela. Ha continuato a combattere sia contro la città che l’ospedale stesso mentre cercava di superare questo trauma che le ha per sempre cambiato la vita. Più di 9,4 milioni di dollari di risarcimento provengono dal Brooklyn Hospital e da due dei suoi medici, mentre la città pagherà 8,5 milioni di dollari. La donna ha deciso di raccontare al Daily Mail l’incubo che vive, parlando delle protesi che utilizza per camminare, di come sogni di poter correre e afferrare oggetti e di come, a fine giornata, debba tornare a fare i conti con la realtà, dovendo fare affidamento su qualcuno anche per poter semplicemente mettere un fermaglio tra i capelli. Sanford Rubenstein, legale di Tabitha, si è dichiarato soddisfatto dell’accordo economico raggiunto e, secondo lui, giustizia in qualche modo è stata fatta senza arrivare ad un processo con giuria, nonostante le insistenze dell’amministrazione dell’ospedale che riteneva che il caso della 35enne Tabitha fosse stato trattato in modo appropriato. La donna ha dovuto subire notevoli battute d’arresto nel corso della sua convalescenza.
Nel 2009, un ladro ha rubato le protesi della mano dalla sua auto. Ha anche iniziato a prendere anti-depressivi dopo l’amputazione. Ma ha sempre anche cercato di riconquistare una certa indipendenza, preferendo camminare sulle sue gambe di titanio e acciaio che utilizzare una sedia a rotelle e continua ad avere il sostegno del suo fidanzato che l’ama e continua a starle vicino, nonostante le difficoltà. “Tabitha rimane un modello di ruolo per coloro che hanno subito catastrofiche perdite fisiche”, ha dichiarato soddisfatto Rubenstein, l’avvocato della donna.

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di Erika Noschese
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