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Le forze dell'ordine e i cittadini


Le forze dell'ordine e i cittadini
23/05/2010, 09:05

Negli ultimi tempi, la cronaca ha dato conto di numerosi episodi di violenza delle forze dell'ordine contro i cittadini. C'è stato il caso di Stefano Cucchi, pestato in carcere con tale violenza da rompergli una vertebra e poi ucciso nell'ospedale Pertini, dove c'è un reparto riservato ai feriti gravi del carcere. C'è stato il caso di Stefano Gugliotta, reo di stare in motorino con una maglietta rossa a Roma, in occasione della finale di Coppa Italia Roma-Inter, e per questo preso a cazzotti in faccia da alcuni poliziotti, che a distanza di due settimane ancora non sono stati ancora identificati. Poi c'è l'episodio di Ferrara, dove i Carabinieri hanno fermato quattro giovani e li hanno picchiati. Ci sono immagini dei video di sorveglianza che mostrano per esempio un Carabiniere che impugna un manganello contro un ragazzo ammanettato sulla sedia e lo colpisce con una tale violenza da farlo cadere insieme alla sedia.
Tornando un po' più indietro nel tempo, i casi si moltiplicano. Abbiamo il caso di Giuseppe Uva, picchiato a morte dai Carabinieri, perchè aveva una questione con uno di loro perchè la moglie del Carabiniere era andata a vivere con Uva. Abbiamo in caso del ghanese Emmanuel Bonsu, che a Parma fu aggredito da alcuni vigili urbani e pestato al punto che ha perso la funzionalità di un occhio. Abbiamo il caso di Aldovandri, ancora a Ferrara, ucciso di botte da quattro poliziotti, che l'hanno picchiato con tale violenza da spezzargli addosso un manganello. Poi abbiamo il caso di Gabriele Sandri, ucciso da un colpo di pistola sparato dal poliziotto Luigi Spaccarotella. E si può continuare risalendo fino al G8 del 2001, caratterizzato dall'omicidio di Giuliani, dalle torture alla caserma Bolzaneto e dall'incursione nella scuola DIaz con conseguente pestaggio generale, e fratture varie dei manifestanti a braccia, costole, teste e così via. Più decine di casi di cui non arriva notizia alla stampa, perchè le vittime sono extracomunitarie o poveri cristi di cui nessuno si interessa.
Quando si accenna ad uno degli episodi suddetti o qualcosa di simili, la risposta che viene data è "ma è solo qualche mela marcia". Io però mi chiedo: se sono tanti episodi e quindi tante mele marce, vuol dire che noi abbiamo qualche mela sana in un cesto di mele marce. Anche perchè nessuno di queste persone ha pagato per i suoi reati. Nessuno è stato cacciato dalla Polizia o dai Carabinieri; anzi, sistematicamente giudici e Pm hanno un occhio di riguardo per queste persone. E così nel processo per il G8 di Genova il Pm si dimentica di contestare l'associazione a delinquere, sostenendo in pratica che decine di poliziotti hanno deciso di menare all'impazzata senza che ci fosse alcun accordo tra di loro. In pratica sarebbe come dire che arrestano 6 persone che stanno facendo una rapina in banca e il Giudice crede al fatto che ciascuno avesse deciso di fare la rapina per conto suo. Poco credibile se lo raccontano i rapinatori, ma diventa credibilissimo secondo i Pm e i giudici di Genova.
Oppure possiamo esaminare il caso di Aldovandri, in cui i poliziotti coinvolti sono stati processati per omicidio colposo, cancellando dal processo tutte le lesioni inferte al ragazzo reo di essere ubriaco e probabilmente anche drogato. In pratica, secondo il Pm ed il giudice, i quattro hanno fatto l'errore di ammanettare Aldovandri con le mani dietro la schiena e l'hanno fatto stendere a terra, cosa che non consentiva al ragazzo di respirare. Anche questa, è una cosa a cui il buon senso si ribella, ma c'è scritto nella sentenza. Così come il caso di Sandri, un caso da manuale di "omicidio volontario con dolo eventuale", come si dice in linguaggio tecnico. Vuol dire che Spaccarotella, quando ha deciso di sparare ad altezza d'uomo in una zona affollata di persone, l'ha fatto assumendosi il rischio di uccidere qualcuno. E quindi è equiparato all'omicidio volontario, anche come condanna. Invece secondo il Pm ed il giudice, a Spaccarotella è scappato un proiettile dalla pistola accidentalmente.
E non finisce qui, perchè ad esempio anche nel caso di Stefano Cucchi, il Pm non ha ipotizzato il reato di omicidio (neanche nella versione colposa, che è quella più lieve) nè ai poliziotti nè ai medici. Ha contestato solo reati minori, che vanno in prescrizione in brevissimo tempo, e le indagini continuano con estrema lentezza.
Questo elenco, che probabilmente avrà annoiato molti, ha un perchè, che si riassume in una semplice domanda: con questi fatti, io cittadino come posso avere fiducia nella Polizia o nei Carabinieri? Quando chiamo il 112 o il 113, chi mi arriva? Un Carabiniere o un poliziotto onesto o uno che mi ammazza di botte? Uno che fa le indagini relative al reato che io denuncio o uno che pensa a vedere come deve fare per stuprare la mia compagna? E quello che io denuncio verrà riportato nei verbali ed utilizzato o verrà riferito a colui che ha commesso il reato contro di me, in modo che possa vendicarsi?
Non sono domande poste a caso. In teoria, di fronte ad un poliziotto o un Carabiniere, io dovrei essere sicuro di due cose: che se sono una persona onesta, troverò protezione, garanzia e tutela; se sono una persona disonesta, è meglio che giro alla larga. Ma oggi non è così. Certo, io trovo anche il poliziotto o il Carabiniere onesto; e voglio anche credere che gli onesti siano la maggioranza (una maggioranza molto risicata, però). Ma non riesco più ad avere fiducia nel poliziotto o nel carabiniere in quanto tale. Proprio perchè è il corpo che protegge coloro che violano la legge. Un poliziotto o un Carabiniere che viene rinviato a giudizio, deve essere sospeso, per queste cose. E' chiaro, se c'è una denuncia per ingiurie e un poliziotto viene rinviato a giudizio, si possono chiudere gli occhi. Ma non quando ci sono casi di persone picchiate o uccise. Finchè la Polizia o l'Arma dei Carabinieri non capiranno che è nel loro interesse punire queste persone, se vogliono mantenere la loro reputazione intatta, non c'è speranza che riacquistino il rispetto del cittaidno medio.

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di Antonio Rispoli
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