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La dichiarazione choc del sottosegretario Giovanardi

Le fosse comuni in Libia? “Una bufala”


Le fosse comuni in Libia? “Una bufala”
25/02/2011, 11:02

Le fosse comuni di Tripoli? “Sono una bufala”. La dichiarazione, sicuramente choc, è del sottosegretario Carlo Giovanardi, per il quale tutte le foto pubblicate dai quotidiani altro non sono che immagini “di un normale cimitero libico, con tombe prescavate in cemento”. Questa assurda teoria, tra l’altro assecondata nel corso della puntata di ‘Porta a Porta’ dal direttore del quotidiano ‘Il Giornale’, ovviamente rappresenta una forte ventata sul fuoco delle polemiche che si sta consumando tra maggioranza e opposizione proprio in relazione agli scontri mortali che stanno colpendo la Libia. Ma c’è da fare una precisione: il sottosegretario Giovanardi è praticamente l’unico uomo del governo e della politica italiana in generale a sostenere tale ipotesi e quindi che le fosse comuni in Libia siano solo dei “falsi”. Ma nonostante ciò, la sua esternazione monopolizza il dibattito politico. Dalle file dell’opposizione le parole più dure contro il sottosegretario vengono da Italia dei Valori. Leoluca Orlando, portavoce del partito, afferma infatti che il sottosegretario alla presidenza del Consiglio “si dovrebbe vergognare”: definire “una bufala” la notizia delle fosse comuni in Libia “costituisce un’offesa nei confronti delle vittime che aumentano di ora in ora”. Mentre il Pd dice la sua attraverso le parole di Sandro Gozi, che prendendo spunto dal giudizio del sottosegretario, sostiene che “il governo è in confusione totale”. Ancora dall'IdV Antonio Di Pietro non perde tempo e accusa esplicitamente il governo di “complicità” con il regime nordafricano. L’esecutivo, osserva il leader IdV, avrebbe “riarmato il dittatore” con l’approvazione del Trattato di Amicizia Italia - Libia. Intanto sul dramma libico, al di là delle affermazioni di Giovanardi, che si commentano da sole, il governo mantiene una linea prudente (e forse anche troppo), che si accompagna a una certa irritazione per l’atteggiamento dell’Unione Europea, accusata di non voler aiutare l’Italia.

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di Antonio Formisano
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