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300mila metri quadrati avvelenati

Le future abitazioni alla "diossina": sequestrata area a Milano


Le future abitazioni alla 'diossina': sequestrata area a Milano
10/11/2010, 21:11

E’ stata sequestrata un’area di quasi 2 milioni di metri cubi composta da rifiuti tossici: diossina, idrocarburi, arsenico e altre ''sostanze cancerogene'' seppelliti all'interno di un'area alla periferia ovest di Milano, che hanno inquinato la falda acquifera per un'estensione di decine di migliaia dimetri quadrati. Questo era lo spazio destinato alla realizzazione di palazzine con 1.300 appartamenti, uffici e centri per bambini. In vista dell’Expo 2015 era prevista in quella zona un progetto di riqualificazione dei parchi. La Magistratura ha bloccato tutto molto prima:  con un decreto d'urgenza ha sequestrato 300 mila metri quadri di terreni, ipotizzando i reati di avvelenamento delle acque, omessa bonifica e gestione di discarica. Tra gli indagati ci sono i rappresentanti di societa' private e alcuni funzionari pubblici che hanno dato il via libera ad una bonifica che non solo, stando alle indagini, non e' mai stata fatta, ma che, data la tossicita' delle sostanze presenti, non poteva essere effettuata nel modo in cui invece e' stata autorizzata. Il decreto, che domani arrivera' sul tavolo del gip per la convalida, e' stato firmato dal pm di Milano Paola Pirotta e dal procuratore aggiunto Alfredo Robledo. ''C'era un problema grave e urgente per la salute pubblica e per questo siamo intervenuti'', ha spiegato Robledo. In base ad una relazione della Asl, agli atti dell'inchiesta, infatti, nelle falde acquifere sono presenti sostanze nocive che, in alcuni casi, superano il doppio del limite consentito dalla legge. Nell'area sequestrata, in zona Bisceglie, e' presente l'ex cava di Geregnano, attiva tra gli anni '30 e '50, e poi adibita a discarica fino agli anni '80. Nel 2007 il Comune di Milano ha approvato un 'piano integrato di intervento' per riqualificare la zona e nel 2009 ha autorizzato alla bonifica le società Acqua Pia Antica Marcia spa e Torri Parchi Bisceglie srl, che hanno poi dato l'appalto per le operazioni all'Arcadis set srl e alla 1 Emme spa. Con una nota, la Acqua Pia Antica Marcia ''sostiene in modo assoluto la totale correttezza procedurale ed amministrativa usata nell'operazione di bonifica e messa in sicurezza''. L'assessore comunale milanese Carlo Masseroli, dal canto suo, ha precisato che ''si tratta di un'area privata che nulla ha a che vedere con l'Expo di Milano''. Si tratta, ha aggiunto, di ''un'area privata che, a fronte del progetto di riqualificazione, sara' ceduta per l'80% al Comune di Milano come parco pubblico e poi messa a sistema con gli altri parchi dell'area ovest di Milano per costituire un tassello delle future vie d'acqua dell'Expo''. Alla base dell'inchiesta ci sono le denunce di Legambiente e di un comitato di cittadini presentate a giugno. Nelle relazioni dell'Arpa e della polizia forestale acquisite dai pm, si parla di autorizzazioni illecite e procedure ''illegittime'' adottate ''dal Comune di Milano e avallate dalla Provincia'', con un ''vantaggio patrimoniale'' per le società private. Stando alle indagini, infatti, con un mole di rifiuti da una parte e un terreno già contaminato dall'altra, proprio per la vicinanza con le sostanze tossiche, e' stata autorizzato ''un sistema di sbarramento'' sotterraneo che ''non rimuove gli inquinanti''. Ora sono gli stessi inquirenti a segnalare la necessità di un intervento rapido, da effettuare nei prossimi giorni, permettere in sicurezza le falde acquifere già pesantemente inquinate.

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di Redazione
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