Cronaca / Nera

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Operazione Untouchable, sequestri per 100 milioni di euro

Le mani dei Casalesi sul post terremoto: 6 arresti


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Le mani dei Casalesi sul post terremoto: 6 arresti
22/07/2010, 10:07

NAPOLI – Sei persone finite in manette, con sequestri di beni per oltre cento milioni di euro. Sono i numeri dell’operazione Untouchable, in corso dalle prime ore di questa mattina, contro un sodalizio composto da affiliati ai clan casalesi intenzionati a mettere le mani sull’enorme torta della ricostruzione post terremoto in Abruzzo.

L’operazione, che ha visto impegnati circa 500 militari della Guardia di Finanza di Roma, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, ha portato in manette sei persone ritenute, come accertato dal Gico del Nucleo Polizia Tributaria di Roma, “espressioni economiche” del clan camorristico dei Casalesi, operanti nel Casertano ma con ramificazioni anche in altre regioni ed in particolare nel Lazio, in Abruzzo ed in Toscana. Le indagini hanno permesso inoltre di monitorare “in diretta” le infiltrazioni della malavita organizzata casalese nelle commesse per la ricostruzione della città di L’Aquila. Un affare troppo grosso perché i clan si tenessero lontani. Le intercettazioni telefoniche nelle mani delle forze dell’ordine sono fin troppo chiare, con palesi riferimenti a denaro da inviare in Abruzzo per finanziare le imprese costituite nel capoluogo, al fine di mettere le mani sugli appalti.

Nei verbali di sequestro, in particolare, figurano 21 società, 118 immobili ed altri beni, per un valore complessivo che si aggira sui 100 milioni di euro. 

Tra i 52 indagati nell'ambito dell'inchiesta "Untouchable" della Procura di Napoli su infiltrazioni dei Casalesi negli appalti dell'Aquila c'e' anche il presidente dell'Unione cooperative aquilane Antonio Cerasoli, per il quale il gip partenopeo ha respinto la richiesta d'arresto presentata dai pm dell'antimafia. Per Cerasoli, uno degli arrestati, Michele Gallo, imprenditore considerato il riciclatore, ha cambiato numerosi assegni per decine di migliaia di euro gia' prima del terremoto. Le operazioni avvenivano sul conto corrente della moglie di Cerasoli. Subito dopo il sisma del 6 aprile, in alcune intercettazioni telefoniche, Gallo contatta Cerasoli per ottenere appalti poi attributi a imprese vicine all'organizzazione, tutt'ora operanti nella ricostruzione.

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di Nico Falco
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