Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

QUante cose non vere che vengono dette e scritte

Le menzogne "berlusconiane" sul risarcimento alla Cir


Le menzogne 'berlusconiane' sul risarcimento alla Cir
11/07/2011, 15:07

Sono passate 48 ore dal deposito della sentenza con cui la Fininvest è stata condannata a pagare 560 milioni di euro alla Cir di Carlo De Benedetti, ma sono bastate per riempire la Tv e i giornali  di menzogne, veleni, insinuazioni. Vediamo le principali.

- Sentenza ingiusta, la Cassazione la annullerà. La Cassazione non può annullare nulla. Infatti, questo processo civile serve solo a quantificare il danno arrecato da Silvio Berlusconi a Carlo De Benedetti; il fatto che ci sia stato un danno, attraverso la corruzione del giudice Metta, effettuata da Cesare Previti con i soldi Fininvest e nell'interesse di Silvio Berlusconi, è già stato accertato dalla Corte di Cassazione penale, con la sentenza con cui condannava Cesare Previti, Metta e gli altri complici. Quindi su quello non si discute più; dal punto di vista giudiziario il discorso è chiuso.

- Cifra troppo elevata, la Mondadori non vale altrettanto. Quanto valga la Mondadori oggi, è questione che non conta nulla. Come non contano nulla altri paragoni simili fatti con le entrate della Fininvest o anche della Mondadori. Questa è la quantificazione di un danno. E, come ho detto in un editoriale di sabato scorso,
i 560 milioni sono una piccola multa, basandosi su una quantificazione minima. Rigorosa ma minima.

- Sentenza immotivata: corrompendo un giudice su tre, non è possibile modificare una sentenza. Dipende da quale giudice si corrompe. Vediamo di capire perchè. Quando c'è da fare un processo d'appello o di Cassazione, c'è un "giudice relatore", cioè uno dei giudici che studia gli atti e poi appunto relaziona gli altri due facendo un riassunto. Il giudice relatore di quel processo era appunto Metta, che aveva incassato una tangente da Cesare Previti. E non è difficile immaginare un giudice che a quel punto manipola i fatti in modo da convincere gli altri due a favorire Berlusconi. Pur restando il fatto che questa parte appartiene al discorso del processo penale, che è chiuso da 4 anni definitivamente, con sentenza della Corte di Cassazione.

- "Si tratta di un esproprio, non caccerò un euro". Questa è, in sintesi, una dichiarazione di Marina Berlusconi, attuale presidente della Mondadori. Ma sono due sciocchezze enormi. La prima parte è una sciocchezza perchè è solo l'esecuzione di una sentenza, definitiva ed inappellabile. Se Silvio Berlusconi non avesse violato la legge, non ci sarebbe questo problema. La seconda parte è altrettanto una sciocchezza. Innanzitutto perchè lei non deve cacciare nulla (i soldi li deve cacciare Fininvest, non la signora Marina). Anzi, su questo deve stare attenta. Rischia di lasciare l'impressione che la Mondadori e Finivest (coproprietaria delle Tv berlusconiane) abbiano qualcosa in comune, cosa che farebbe scattare l'unica sanzione prevista dalla legge Mammì e dalla legge Gasparri: la perdita del diritto a trasmettere via etere.

- I fatti sono di 20 anni fa, è andato in prescrizione. SIngolare (e falsa) tesi sostenuta dal Giornale oggi. In realtà il processo civile è scattato solo alla fine del processo penale, quindi nel 2007. Questo perchè De Benedetti ha scelto di partecipare al processo penale come Parte Civile, per avere una sentenza indiscutibile di colpevolezza dell'avversario, proprio per facilitare il processo civile. Infatti, i giudici civili, come già detto, non hanno bisogno di occuparsi delle responsabilità; quella l'hanno decisa i giudici penali. Non si tratta di una cosa strana. Succede spesso che si faccia così, partecipando come parte civile ai processi penali per poi ottenere (a volte anche richiesto) nella sentenza la specificazione: "L'imputato (o gli imputati) dovranno risarcire i danni alla parte lesa (o alle parti lese) secondo quanto verrà deciso in un separato processo civile". In questi casi il giudice o il Tribunale non se la sono sentita di quantificare il risarcimento, e quindi hanno delegato i giudici civili.

Insomma, è il solito mucchio di balle, che vengono raccontate nel disperato tentativo di far passare Silvio Berlusconi per una vittima di un complotto dei giudici, approfittando del fatto che molti dei dati tecnici non sono conosciuti dai più e nessuno racconta come stanno effettivamente le cose. Per ora l'unico che ancora non ha aperto bocca è proprio Berlusconi, ma i rumors dicono che abbia fatto fuoco e fiamme

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©