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Una perizia cambia le carte in tavola

Le percosse a Stefano Cucchi non erano mortali


Le percosse a Stefano Cucchi non erano mortali
03/02/2010, 08:02

ROMA - Stefano Cucchi non è morto per le percosse. Ad affermarlo un radiologo che ha esaminato il corpo del ragazzo per ordine dei Pubblici Ministeri incaricati dell'inchiesta, Vincenzo Barba e Francesca Loj. Secondo questo perito, le ferite sul corpo di Cucchi non sono tali da poter condurre a morte; mentre la frattura delle vertebre coccigee sono addirittura di epoca antecedente all'arresto. Per questo i Pubblici Ministeri hanno disposto altri esami.
Insolita la scelta della Procura di Roma, nell'affidare questa indagine al Dottor Barba. Infatti, già quando gli era stato affidato il compito di indagare sullo stupro della Caffarella, aveva difeso i poliziotti che avevano arrestato due persone senza alcuna prova - Karol Racz e Alexandru Loyos, poi dimostratisi estranei ai fatti - oltre ogni limite, arrivando a dire che il fatto che il DNA dei due imputati non corrispondesse al DNA dello stupratore non costituiva un elemento che ne dimostrasse l'innocenza. Un Pubblico Ministero che agisce così rischia di fare l'indagine in maniera poco convinta, nei confronti degli imputati, se essi sono poliziotti.

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di Antonio Rispoli
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