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Le Pmi che lavorano con gli enti pubblici percepiscono quanto devono


Le Pmi che lavorano con gli enti pubblici percepiscono quanto devono
15/03/2011, 17:03

Napoli, 15 marzo 2011. «I ritardi nei pagamenti della pubblica amministrazione rappresentano un gravissimo impedimento per le Pmi campane e potrebbero portare a un collasso del sistema economico imprenditoriale del territorio». Queste le dichiarazioni di Emilio Alfano, presidente Confapi Campania, in accordo con l’intervento di Bruno Scuotto, presidente del Gruppo Piccola Industria di Confindustria Campania.

Dunque, l’inadempienza della P.A. rischia di portare a un blocco delle attività delle Pmi e non riguarda purtroppo solo la Regione Campania, ma tutti gli enti pubblici.

«Il 70% del Pil campano è fatto di mercato della P.A. – ha dichiarato Alfano -. Quanto contrattualmente pattuito viene erogato alle aziende con forte ritardo, anche tre anni, a causa della mancanza di fondi e dello sforamento del Patto di stabilità».

Intanto, a causa dell’inflazione, il valore del compenso, subisce un decremento, Alfano continua: «Lo Stato che paga in netto ritardo esige, però, il versamento dei contributi previdenziali e dei tributi nei tempi prestabiliti, pena l’avvio di procedure esecutive volte al recupero dei tributi non versati, quindi, sanzioni, penali e interessi, che, di fatto, fanno raddoppiare l’importo dovuto in origine dall’impresa allo Stato. Inoltre, le aziende impossibilitate nel procedere al versamento dei tributi assicurativi ed erariali, non possono entrare in possesso del Durc, certificazione necessaria per partecipare alle gare d’appalto pubbliche e per essere pagati. A questo quadro di per sé desolante, vanno aggiunti anche i ritardi nei pagamenti da parte dei grandi committenti privati. Da tali situazioni, la necessità di ridimensionare l’attività con la conseguente dismissione del personale o il rischio che imprese parallele alle organizzazioni criminali si impossessino di aziende in regola, ma con dissesti economici».

Un’aria di speranza e novità arriva dalle prime dichiarazioni di Giuseppe Tripoli, nominato dal Ministro allo Sviluppo economico “Mister Pmi” per l’Italia, nell’orbita dell’iniziativa Small Business Act e già capo del Dipartimento per l’Impresa e l’Internazionalizzazione del Ministero. «Tripoli si è dichiarato punto di riferimento delle Pmi italiane (5 milioni) - ha concluso Alfano - e si propone di girare il territorio per raccogliere informazioni e richieste e attuare utili provvedimenti. Tra i suoi principali cardini, la battaglia per l’approvazione, in tempi rapidi, della direttiva europea che prevede 60 giorni come termine massimo per i pagamenti della P. A.».

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di Redazione
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