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Le prime immagini della petroliera Savina Caylyn libera


Le prime immagini della petroliera Savina Caylyn libera
24/12/2011, 09:12

Mercoledì 21 dicembre 2011 le agenzie di stampa di tutto il mondo hanno battuto la notizia dell’avvenuta liberazione della Savina Caylyn, la nave battente bandiera italiana sequestrata dai pirati somali al largo dell’isola di Socotra l’8 febbraio scorso e che ha visto per ben dieci mesi tenuti prigionieri sotto il tiro delle armi ben ventidue marittimi tra cui diciassette indiani e cinque italiani. Gianmaria Cesaro, allievo di coperta, Antonio Verrecchia, direttore di macchina, Eugenio Bon, primo ufficiale di coperta e i procidani Giuseppe Lubrano Lavadera, comandante della nave e Crescenzo Guardascione, terzo ufficiale di coperta la cui liberazione, dopo mesi di proteste e imponenti manifestazioni con cui se ne chiedeva l’immediato rilascio, ha fatto scattare sull’isola di Procida una festa collettiva andata avanti per ore tra fuochi d’artificio e caroselli di automobili. Sulla fine del terribile incubo durato oltre dieci mesi, dopo la voce del Comandante Lubrano Lavadera che al giornalista Gaetano Baldi di Libero Reporter aveva praticamente ufficializzato la loro liberazione e rassicurato tutti circa le buone condizioni dell’equipaggio, ora grazie al Sito della Marina militare Italiana possiamo mostrarvi le primissime immagini della “Savina Caylyn” libera che giungono dalla Somalia. Sono immagini che di sicuro generano emozione in chi per mesi ha seguito questa triste e raccapricciante vicenda e nelle quali oltre ad apparire in lontananza la petroliera italiana, si può assistere all’intervento della nave Grecale giunta in soccorso della “Savina Caylyn” per riparare un guasto tecnico che non gli permetteva di prendere il largo e lasciare così il punto di ancoraggio, dove la petroliera è stata isolata negli ultimi dieci mesi. Un’operazione, quella della Grecale resa difficile dalle pessime condizioni del mare con onde che raggiungevano sino i quattro metri di altezza. Ora, naturalmente, tutti aspettiamo l’arrivo dei nostri connazionali in Italia.

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di Redazione
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