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LE REAZIONI POLITICHE ALLA SENTENZA SUL DISTACCO DELLE MACCHINE PER ELUANA ENGLARO


LE REAZIONI POLITICHE ALLA SENTENZA SUL DISTACCO DELLE MACCHINE PER ELUANA ENGLARO
10/07/2008, 08:07

Come era prevedibile, la sentenza della Corte d'Appello di Milano, che ha consentito ad interrompere l'accanimento terapeutico che tiene in vita da ben 16 anni Eluana Englaro in coma irreversibile, dopo che nel 1992 ebbe un terribile incidente automobilistico, ha sollevato la fiera reazione dei "paladini della vita", a cominciare dalla Destra in Parlamento e dal Vaticano. Secondo Alfredo Mantovano, Sottosegretario agli Interni, sono stati superati i limiti, in quanto su Eluana non viene praticato accanimento terapeutico, ma viene solo alimentata (evidentemente Mantovano non sa che la ragazza è attaccata ad una macchina che gli fa battere il cuore, una che gli insuffla aria nei polmoni, una che le svuota gli intestini e la vescica e così via; se questo non è accanimento terapeutico... ndr). Antonio Tommassini, Presidente della Commissione Sanità al Senato (PdL) afferma che questa sentenza è dovuta alla "superbia, arroganza e presunzione di alcuni giudici, che ormai si ritengono depositari onniscienti di ogni materia". Il resto del PdL parla di condanna a morte, sentenza abnorme, eutanasia e sciocchezze varie.

Chiaramente si precipita all'attacco di questa sentenza anche il Vaticano, Il primo è stato Monsignore Fisichella, che ha attaccato i giudici, affermando che la loro sentenza è fuori luogo e sarà ribaltata da una corte superiore, fatta da persone che "sapranno ragionare a mente fredda, senza emotività". Inoltre ha detto che questa sentenza causerà sofferenza ad Eluana, perchè "Eluana è in vita, in quanto anche il coma è una forma di vita". Sul fatto che Eluana avesse espresso in vita diverse volte la sua preferenza a morire piuttosto che vivere in una condizione del genere, Monsignor Fisichella ha detto che quella volontà non conta nulla, perchè sicuramente la ragazza, ammesso che l'abbia detta, l'avrà detta in un istante di sconforto, ma non seriamente. "E poi - ha concluso - c'è sempre la possibilità di un ripensamento, di una trattazione", come se lui avesse mai incontrato una sola volta in vita sua Eluana Englaro prima dell'incidente o come se la conoscesse. Infine ha riservato un ultimo attacco alla legislazione italiana, dicendo che il legislatore, come il giudice o il filosofo, non è autorizzato ad agire sul mistero della vita, che appartiene solo a Dio.

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di Antonio Rispoli
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