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Le dichiarazioni di Bruti Liberati spiegano cosa è successo

Le telefonate del premier? Ghedini le ha passate al Corriere

Ma la difesa replica: bisogna indagare sulla Procura

Le telefonate del premier? Ghedini le ha passate al Corriere
06/04/2011, 18:04

MILANO - Risolto il mistero delle telefonate intercettate con protagonista il Presidente del Consiglio ed apparse sul Corriere della Sera e su altre testate giornalistiche. L'ha spiegato il Procuratore Capo Edmondo Bruti Liberati, con una nota. Si tratta di tre telefonate in cui Berlusconi parla con Nicole Minetti del fatto che Bisogna trovare testimoni che dicano che Ruby è maggiorenne (dato che evidentemente sapevano che non lo era); in cui parla con una ragazza russa, che gli chiede soldi; in cui parla con Marysthell Polanco e le ricorda che sta partecipando ad un casting perchè lui l'ha raccomandata. Bruti Liberati fa presente che si tratta di intercettazioni che sono state trascritte solo per poter richiedere al Gip la prosecuzione delle intercettazioni telefoniche (ogni decreto di intercettazione vale per un telefono e per un periodo di 15-20 giorni; poi bisogna rinnovare il decreto. E bisogna dimostrare che è uscito qualcosa, altrimenti il Gip può rifiutarsi di concedere le intercettazioni). Anche se queste intercettazioni non sono utilizzabili, sono state depositate regolarmente alla Difesa, come si fa con tutti gli atti del Pm. Quindi - sottintende il capo della Procura di Milano - è la difesa che ha passato ai giornali quelle intercettazioni telefoniche.
Ma i difensori del premier, Nicolò Ghedini e Piero Longo, in una nota comune, contestano la ricostruzione di Bruti Liberati, accusando invece la Procura di Milano: "Anziché occupare il tempo con comunicati stampa, indaghi la procura di Milano o, forse meglio sarebbe lo facesse altra procura, per verificare chi ha consegnato ai giornali quelle intercettazioni. Certamente non la difesa del presidente Berlusconi. Nessun interesse vi era ovviamente da parte della difesa alla propalazione di tali intercettazioni, sulla cui illegittimità avrebbe potuto e dovuto interloquire in sede dibattimentale senza dover fornire anticipatamente alcuna indicazione in merito".
Storicamente, una cosa del genere è già successa. Era il 1994, novembre, e qualcuno dell'entourage di Berlusconi telefonò al Corriere della Sera e riferì (con molti errori) che Berlusconi aveva ricevuto un avviso di comparizione. Ancora oggi Berlusconi e i suoi si lamentano che ricevettero "un avviso di garanzia a mezzo stampa".

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di Antonio Rispoli
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