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Ma l'indagine verrà probabilmente archiviata

Lecco: denuncia i carabinieri, "Mi hanno pestato a sangue"


Lecco: denuncia i carabinieri, 'Mi hanno pestato a sangue'
24/06/2010, 11:06

LECCO - Ammanettato, preso a pugni e a calci, sbattuto contro il muro e costretto a firmare un verbale falso; dopo di che condannato per resistenza a pubblico ufficiale ad un anno di reclusione. Questa la sintesi di quanto è capitato ad Isidro Luciano Diaz, nato in Argentina 41 anni fa ed in Italia da 23, secondo quanto denunciato dallo stesso argentino.
I fatti risalgono allo scorso 5 aprile, quando Diaz viene fermato, mentre è in macchina, da una pattuglia dei Carabinieri. Senza motivo, secondo la denuncia; al termine di un inseguimento per eccesso di velocità, scrivono i carabinieri. A questo punto, scatta l'aggressione: i carabinieri lo ammanettano e lo picchiano, trascinando l'argentino sull'asfalto. Poi lo portano in caserma, dove continuano il pestaggio, prendendolo a pugni e a calci ovunque, anche sulla testa. Tanto che, dopo quell'episodio, Diaz si è dovuto operare 6 volte per tentare di mettere a posto le retine, entrambe distaccate; così come i timpani sono stati perforati dai colpi. A quel punto i Carabinieri hanno sottoposto all'arrestato un verbale da firmare, che l'argentino ha firmato senza neanche leggere, pur di avere un medico che lo curasse. Invece è stato portato il giorno dopo in Tribunale per rispondere di resistenza all'arresto e lesioni ai militari (i certificati parlavano di lesioni fino ad 8 giorni di prognosi). Per questo è stato convinto da un frettoloso avvocato nominato d'ufficio a patteggiare una pena di un anno di reclusione, sostituita da due anni di libertà controllata.
Appena uscito però Diaz ha presentato denuncia contro i Carabinieri, allegando le immagini delle ferite subite. E' stato sottoposto anche ad un riconoscimento fotografico, identificando con esattezza i Carabinieri che l'hanno percosso. Ma questa denuncia sta per essere archiviata, come sempre accade in questi casi. Infatti il verbale steso dalle forze dell'ordine - in questo caso dai Carabinieri, ma vale anche per la Polizia o la Finanza - ha valore di prova, finchè non si dimostra il contrario; mentre la denuncia bisogna dimostrare che è vera. Questa differenza nel valore probatorio tra i due atti rischia di tradursi nella beffa conclusiva per DIaz: in caso di archiviazione i Carabinieri potrebbero denunciarlo per calunnia e in caso di ulteriore condanna per l'argentino si aprirebbero le porte del carcere.

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di Antonio Rispoli
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