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"Sono contrari al Codice della Strada"

Lecco: il sindaco toglie i cartelli in dialetto, la Lega protesta


Lecco: il sindaco toglie i cartelli in dialetto, la Lega protesta
12/06/2012, 15:06

LECCO - Una caratteristica comune a tutti i sindaci della Lega è sempre stata la mania di mettere i cartelli al confine del proprio Comune in dialetto. La motivazione è sempre stata che il dialetto "è cultura", e quindi la cultura va difesa.
Una opinione alquanto contestabile. E infatti Virginio Brivio, sindaco di Lecco dal 2010, quando battè l'ex Ministro della Giustizia Roberto Castelli, la contesta. E ha deciso di togliere i cartelli con la scritta Lecch (il nome della città in dialetto), lasciando solo quelli con la scritta Lecco. Il motivo è che sono contrari al Codice della Strada, ha spiegato il sindaco in Consiglio comunale. Inoltre, comeriporta il quotidiano La Provincia di Lecco, ha aggiunto: "Quei cartelli oltretutto erano simboli di marchiamento che non hanno nulla a che vedere con la vera conoscenza del dialetto o la volontà di far conoscere la storia e le tradizioni della città tramite la toponomastica. Era solo esibizione e non conoscenza storica, si doveva far rispettare la norma e l’abbiamo fatto".
Una decisione che ha scatenato l'ira della Lega Nord, testimoniata in aula dalle dichiarazioni della capogruppo leghista Cinzia Bettega: "Se il sindaco ha ragione, in base al Codice della Strada città come Bergamo e Brescia sono tutte fuori legge. Oppure a Lecco vige un Codice diverso dal resto dell’Italia".
Effettivamente non sono legali. Ma visto che a contestare l'infrazione dovrebbero essere i vigili urbani, che dipendono dal Comune, si guardano bene dal crearsi difficoltà.

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di Antonio Rispoli
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