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Moniti dalla base:"Dobbiamo staccarci da Berlusconi"

Lega e Federalismo: gli elettori "padani" criticano Bossi

L'accusa:"Il Senatùr sta diventando più bugiardo del Cav"

Lega e Federalismo: gli elettori 'padani' criticano Bossi
08/02/2011, 20:02

Non corrono tempi felici tra le fila della Lega Nord e, se le alte ed intoccabili cariche partitiche ed i vari "figli di" continuano a godere di soldi e potere, la base elettorale dimostra in maniera sempre più marcata ed incontenibile il proprio scontento. Per la prima volta, dopo anni di leadership indiscussa, viene messo sulla graticola persino lo stesso Umberto Bossi.
Dopo la censura subita da numerosi militanti padani sul forum ufficiale del movimento giovanile, anche Radio Padania, TelePadania e padania.org incontrano forti imbarazzi nella gestione delle aspre critiche rivolte ai veritici del partito. La sostanziale bocciatura del federalismo fiscale, grande spot leghista che tanti elettori ha sedotto, illuso e deluso, ha creato un solco profondo tra la base ed il Senatur. Su padania.org, ad esempio, fabio scrive:"Bossi sta diventando più bugiardo di Berlusconi. Se non passa il federalismo si va subito al voto. Ed ora che si fa? Noi della Lega stiamo perdendo sempre più fiducia nel grande capo! Bisogna staccarsi dal grande puttaniere".
Ancora più duro Gianni Baggini:"Berlusconi = Mubarak, e Bossi vende i vostri voti in cambio di una poltrona calda nel palazzo del faraone". Profondamente delusa, un'altra militante non si risparmia:"Sono emiliana, ho sempre pensato che il popolo leghista avesse voce in capitolo, fosse anzi l'unico motore della Lega. Chiaro che non è così, grandissima la delusione, Bossi ha i numeri per poter staccare la spina a questo governo infame e vincere sul campo alle elezioni. Se fa in fretta, però. Se invece continua a incassare e a fare da scudo a un premier che sta tirando gli ultimi e che non è più difendibile la Lega i voti li perde. A cominciare da quelli delle donne padane".
Di tenore ugualmente critico e deluso sono i commenti che si leggono sulle pagine facebook di Roberto Cota e su quelle della Lega. Proprio sulla pagina del presidente della regione Piemonte, un tesserato si sfoga:"Come al solito il maiale di Arcore ha fatto solo i suoi interessi e continua a prenderci per il c.....col federalismo bloccato. In più pure la Lega non volendo ammettere la sconfitta finge che ci sarà un altra via!!! Le bugie hanno le gambe corte, il voto non ve lo diamo più! A meno che non si vada subito al voto ma con la Lega in solitario!".
Il nepotismo plateale, un atteggiamento iper-protettivo ed iper-tollerante nei cofronti di Silvio Berlusconi e quel tanto sbandierato federalismo che sembra diluirsi ogni giorno di più, hanno disorientato ed inferocito moltissimi elettori del Carroccio; convinti fino a pochi mesi fa di poter vedere soddisfatto il proprio miope egoismo secessionista con l'affossamento totale del meridione d'Italia e con la creazione di uno stato a trazione leghista (e nordista). Un sogno che, fortunatamente, sembra oggi soltanto un'illusione; un petardo autodistruttivo mai esploso che però negli anni ha creato enormi aspettative in chi credeva ciecamente nelle parole e nei moniti "sparati" durante i teatrali comizi del Senatùr e dei suoi fedelissimi.
Ma il potere conquistato in quella tanto contestata "Roma Ladrona" ed i vari figli da sistemare prima possibile sulle giuste poltrone, anche i "celoduristi" ispirati da Giussano cominciano a mostrare spade spuntate e doppiette scariche. La base elettorale però è vigile ed attenta e, il Carroccio, sembra aver perso l'occasione d'oro per scavalcare l'alleato scomodo e presentarsi come alternativa credibile alla partitocrazia vecchio stampo. La strada di Bossi&Co, a causa soprattutto della politica personalistica ed acquosa del Pdl, sembra così essersi irrimediabilmente ricoperta di fango. Questa volta, però,  la colpa non è dei "terroni lazzaroni" ma dei nordici che hanno tradito la (delirante) causa nordista.

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di Germano Milite
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