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Legambiente: in Campania aumentati del 40% passeggeri sottratti alle auto


Legambiente: in Campania aumentati del 40% passeggeri sottratti alle auto
10/12/2009, 17:12


NAPOLI - Il numero dei pendolari continua a crescere: sono oltre 400 mila i cittadini campani che ogni giorno prendono i treni per motivi di lavoro e studio sulle linee regionali. In Campania tra il 2000 ed il 2008 i passeggeri che viaggiano su queste linee sono cresciuti dell’40%. E la Campania e’ tra le regione che investito di piu’ nel 2009 per avere piu’ treni in circolazione e per l’acquisto di nuove carrozze. Questi e molti altri, i dati raccolti nel quarto rapporto Pendolaria di Legambiente - lo studio che fotografa la situazione del trasporto ferroviario regionale e metropolitano in Italia e che vuole dare visibilità ai cittadini utenti del trasporto locale e sostenere una battaglia di civiltà per avere treni nuovi, più numerosi e puntuali, carrozze pulite e non sovraffollate, servizi migliori nelle stazioni, maggiori informazioni ai viaggiatori, collegamenti e tariffe che migliorino gli spostamenti quotidiani riducendo il bisogno del mezzo privato. La vita del pendolare è piena di disagi. Ma qualche luce si intravede in Campania. Il Rapporto Pendolaria di Legambiente è andato ad analizzare nello specifico quanto e come le Regioni italiane hanno investito nei treni, perché spetta a loro definire il Contratto di Servizio con i gestori dei treni e individuare i capitoli di spesa nel proprio bilancio per migliorare i servizi aggiuntivi (più treni in circolazione) e per il materiale rotabile (treni nuovi o riqualificati). La Campania è l’unica regione che supera con i propri investimenti nel 2009 l’1, 53% delle spese di bilancio. Oltre 230 milioni erogati che serviranno soprattutto per l’acquisto di nuovi treni ETR e per il revamping di altri convogli già in uso e sono la diretta conseguenza degli investimenti realizzati in questi anni grazie a fondi europei, nazionali e regionali nella direzione di creare un sistema di metropolitana regionale. Nel corso degli ultimi anni sono state realizzate e ristrutturate 37 stazioni e messi in esercizio 50 km di nuove linee. Ma ancora più significativo è il risultato in termini di aumento del numero di viaggiatori sui treni, cresciuti tra il 2000 e il 2008 del 40%, con notevoli vantaggi in termini di congestione urbana e inquinamento dell’aria. Anche se nel caso della città di Napoli questi vantaggi stentano ad emergere.

“Siamo convinti – ha dichiarato il presidente di Legambiente Campania Michele Buonomo- che investire sul trasporto ferroviario pendolare sia una ricetta che fa bene alle città, al portafoglio delle famiglie, alla qualità della vita e alla crisi economica. Non esiste infatti, una ricetta più utile per milioni di persone che oggi sono obbligate a muoversi in macchina rispetto al fornire una alternativa più comoda, economica e pulita come il treno. E se dal rapporto arrivano buone notizie sul fronte degli investimenti della Regione che vanno verso questa direzione- prosegue Buonomo- e’ necessario fare ancora e meglio, soprattutto su alcune tratte e in generale sulla qualità del servizio che rende ancora travagliata la quotidianità dei pendolari. E’ fondamentale controllare e migliorare il servizio: sono ancora troppo carenti le condizioni igieniche , spesso mancano sui treni regionali i servizi essenziali e soprattutto ancora poca sicurezza durante il viaggio per la vita del pendolare.” Nel Nodo di Napoli- commenta Legambiente- in questi anni, come nel resto della Campania, si sono realizzati investimenti importante per il miglioramento delle infrastrutture esistenti concentrando i fondi europei nella direzione di creare una metropolitana regionale. Se l’aumento dei viaggiatori (+40% dal 2000 al 2008) ha premiato questa strategia i risultati in termini di qualità del servizio si vedono solo in parte. Le maggiori difficoltà che i pendolari lamentano riguardano l’età e l’affollamento dei treni ma anche disagi derivanti dalla mancanza di coincidenze sulle direttrici Salerno-Cava de’ Tirreni-Napoli e Caserta- Aversa-Napoli, due delle tratte più utilizzate della Regione e dove i pendolari chiedono un maggiore cadenzamento dei treni. Dei 413 mila viaggiatori al giorno campani, ben 250.000 sono quelli che si dirigono quotidianamente nell’area di Napoli. Nell’area di Napoli dopo il completamento nel 2008 della linea a Monte del Vesuvio e la variante della Napoli-Cancello si attende la realizzazione della Stazione per i treni TAV ad Afragola per consentire una riorganizzazione del traffico ferroviario dando la possibilità di cadenzare i passaggi dei treni negli orari di punta. La sfida vera- conclude Legambiente- sarà nei prossimi anni di riuscire a potenziare realmente il servizio una volta che sarà adeguata la rete e entrati in esercizio i 94 nuovi treni promessi.

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di Redazione
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