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Legambiente lancia la sfida ai candidati Governatori per spingere la Green economy


Legambiente lancia la sfida ai candidati  Governatori per spingere la Green economy
22/02/2010, 15:02


NAPOLI - Una fotografia in chiaro-scuro per la Campania quella presentata da Legambiente sul fronte della qualità ambientale. L’associazione ambientalista ha estrapolato tutti i dati riguardanti la Regione Campania tra i tanti indicatori presente nel dossier Ambiente Italia 2010, l’annuale rapporto sullo stato di salute del Paese curato dall’Istituto di ricerche Ambiente Italia e che quest'anno ha voluto aggiungere ai tradizionali indicatori anche una significativa analisi delle sfide ambientali che le Regioni devono affrontare per promuovere uno sviluppo più moderno e pulito, avviando sul serio la Green economy, creando nuovi occupati in settori strategici, modernizzando il Paese puntando sulla qualità e la vivibilità concreta Come è prassi sono i numeri a innescare i ragionamenti.

Il quadro numerico mostra una Regione che annaspa tra gravi difficolta’ in tema di rifiuti, legalità ambientale, dissesto idrogeologico con sprazzi di eccellenze e buone pratiche sparse che, pur aprendo la strada a momenti di ottimismo non riescono a fare sistema e a caratterizzare lo sforzo unitario della comunità.

La Campania rimane maglia nera nell’illegalità ambientale con 3907 infrazioni accertate pari al 15% del totale nazionale, leader anche nell’abusivismo edilizio con una media di circa 6000 case abusive all’anno è sono solo non meno di 160 le demolizioni effettuate negli ultimi anni. In Campania l’86% dei comuni sono a rischio idrogeologico, l’81% dei comuni ha abitazioni in zone a rischio . A fronte di questi dati gli interventi positivi per mitigare il rischio idrogeologico sono ancora molto scarsi. Solo 8% dei comuni ha avviato interventi di delocalizzazione delle abitazioni, solo un comune su due svolge interventi di manutenzione ordinaria del territorio. La Campania anche per il 2010 con il 17 % delle coste non balenabili mantiene il primato negativo sulla qualità delle acque di balneazioni. Nonostante la presenza di 264 cave attive e ben 1267 dismesse in Campania ancora non e’ stato approvato il piano delle attività estrattive. Nonostante le buone performance nel sistema delle aree protette con ben 351mila ettari pari al 24% del territorio regionale sotto tutela, non vengono valorizzate per la presenza di fattori che destabilizzano il sistema delle aree protette quali la confusione tra le competenze che la legge regionale distribuisce fra tre assessorati (Ecologia, Urbanistica e Agricoltura). In Campania esiste un vero paradosso dove attraverso la programmazione comunitaria 2007/2013 si stanziano risorse ingenti per il sistema delle aree protette, sia nazionali che regionali, e si individua l’Ente parco come organismo intermedio responsabile dello sviluppo del territorio di riferimento attraverso la gestione diretta dei Piani integrati rurali per le aree protette (Pirap) che destinano centinaia di milioni di euro per i territori rurali protetti. Al contempo, però, i parchi regionali campani sono senza personale e direttori, senza piani di gestione per i siti della rete Natura 2000 e strumenti di pianificazione, e soprattutto con risorse ordinarie pari a un milione di euro per tutti i parchi regionali a fronte delle centinaia di fonte comunitaria. Buone le performance sul piano delle rinnovabili con primato nell’eolico , meno con il solare. Promossa la Regione anche per quanto riguarda gli investimenti nell’ambito della mobilità per i pendolari con 390 milioni di cui ben 303 per il rinnovo di materiale rotabile. Da rimarcare l’elevato numero di certificazioni ambientali Iso 14001: sono ben 1269, superata solo dalla Lombardia. “ "Con la presentazione del Rapporto Ambiente Italia 2010- ha commenta Michele Buonomo, presidente Legambiente Campania- vogliamo offrire un contributo concreto alla prossima campagna elettorale. Chiediamo ai candidati Governatori alla Regione Campania di riempire di contenuti la campagna elettorale, al di la’ dei proclami elettorali, degli schieramenti e dei posizionamenti. Le Regioni hanno un responsabilità enorme per disegnare la qualità ambientale del nostro territorio e contribuire in maniera decisiva allo sviluppo per uscire dalla crisi. “

Sul piano degli indicatori socio economici, la Campania chiude la classifica nazionale per quanto riguarda il Pil pro capite con 16.864 euro, preceduta dalla Calabria con 17.004, dalla Sicilia (17.429) e dalla Puglia (17.513 euro).

Le maggiori percentuali della Povertà relativa (rapporto tra numero di famiglie con spesa media per consumi pari o al di sotto della soglia di povertà di 999 euro mensili e il numero totale delle famiglie residenti), si registrano in Basilicata e Sicilia (28,8%), Campania (25,3%) Il tasso di motorizzazione (mezzi per abitante) prevede in Campania 574 autovetture ogni 1000 abitanti mentre sono 94motocicli ogni 1000 abitanti. In tema di rifiuti in dieci anni è aumentata la produzione pro capite, era di 2.598.562 nel 2000 per aumentare nel 2007 a 2.852.735 con un incremento del 12%.

In tema di turismo in termini assoluti dal 2000 al 2007 in Campania si registra una variazione negativa di presenze turistiche pari al 4%.



“L’ambiente spesso è vittima del declino- prosegue Michele Buonomo, presidente regionale Legambiente- ma è anche parte integrante e decisiva delle strategie più efficaci per contrastarlo: sta dentro l’impegno contro l’illegalità diffusa e la criminalità organizzata, che dall’abusivismo alle ecomafie devastano il territorio e sono tra i principali disincentivi allo sviluppo economico; sta dentro la necessità di promuovere molto di più l’educazione, la formazione e la ricerca, risorse immateriali vero antidoto nella lotta alle piccole e grandi forme di illegalità che dominano nella nostra regione. La sfida che proponiamo ai candidati Governatori è di cogliere le opportunità che la crisi climatica e la crisi economica ci propongono, dimostrando l’esaurimento del vecchio modello di sviluppo e la necessità di fare della Green economy e della qualità del nostro territorio il punto di forza per rilanciare la Campania. Le nostre proposte sono molto precise: si tratta di spingere le fonti rinnovabili, far crescere la mobilità pendolare sui treni, migliorare la gestione e il recupero di acqua e rifiuti, ridurre il prelievo e l'impatto delle cave, valorizzare il sistema dei parchi, fermare il dissesto idrogeologico. Per farlo, indichiamo strategie chiare e concretamente realizzabili spiegando anche dove andare a reperire le risorse. I governatori- conclude Buonomo- devono avere il coraggio di utilizzare una nuova fiscalità che alleggerisca lavoro e imprese e colpisca l’uso delle risorse ambientali per far pagare finalmente chi oggi lucra scavando le montagne, imbottigliando l'acqua o consumando suoli; devono introdurre trasparenti e efficienti sistemi a tariffa per la gestione dei rifiuti e dell'acqua. Insomma, devono assumersi la responsabilità di cambiare in meglio il governo del territorio per renderlo più moderno spingendo l'innovazione nei settori più promettenti.

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di Redazione
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