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Legapesca, sollecita stato di crisi


Legapesca, sollecita stato di crisi
27/04/2011, 17:04

Si è riunita la Direzione nazionale di Lega Pesca che ha aperto i lavori evidenziando la repentina successione di quanti hanno guidato il settore: tre Ministri e un Sottosegretario, un avvicendamento che ha creato qualche difficoltà poiché non è facile lavorare senza stabilità e coerenza nella continuità.

Dopo aver espresso viva preoccupazione per l’entrata in vigore del regolamento comunitario sui controlli e perplessità sull’impostazione sulla nuova riforma della Politica Comunitaria della Pesca, i lavori della Direzione si sono soffermati sulle richieste da avanzare al governo, su cui è necessario imprimere una accelerazione. Tra le richieste emerge quella della convocazione della Conferenza Stato-Regioni, per porre al centro dell’attenzione la grave crisi che investe il settore, al fine di individuare tutte le possibili azioni per aggredire questa fase di straordinaria emergenza, a partire dalla dichiarazione dello stato di crisi. Sul fermo Lega Pesca non rinuncia all’ipotesi di un fermo aggiuntivo e straordinario, con il premio sia all’armatore che agli imbarcati marittimi, e rilancia di effettuare il tradizionale fermo estivo di 60 giorni con il relativo fermo tecnico. È stato sollecitato, inoltre, di procedere all’attuazione della delega di governo per la revisione, il riordino e il riassetto della normativa di settore.

A causa dell’aumento del carburante è stato sollecitato un intervento volto a calmierarne i costi, ripristinando il Protocollo Eni Agip del 2008, estendendolo ad Assopetroli. Grande attenzione è stata dedicata alla Programmazione nazionale, sottolineando come le modifiche ottenute nel ‘Milleproroghe’ consentano una programmazione meno ingessata. La proposta scaturita dai lavori è di intervenire su elementi costitutivi dell’impresa con un programma capace di definire interventi di politica economica, attenuando gli squilibri, e in grado di porre l’attenzione sui problemi del settore come la scarsa patrimonializzazione, i limiti dimensionali, le difficoltà di accesso al credito, la frammentazione della rete distributiva. E’ stato evidenziato come il settore della filiera ittica nel tempo ha subito tagli con l’accetta, mentre è indispensabile agevolare la ristrutturazione produttiva e finanziaria delle imprese in difficoltà attraverso ristrutturazioni, fusioni, concentrazioni, accesso al credito e ai capitali di rischio. Infine è stata sollecitata la pubblicazione dei bandi per i giovani imprenditori, finalizzati all’innovazione tecnologica, alla formazione e all’incentivazione di progetti pilota.

Lega Pesca confida nel ministro all’Agricoltura e alla Pesca, Romano, affinché non ci sia una sottovalutazione dei problemi posti alla sua attenzione, confidando nella sua professionalità e anche nelle sue origini siciliane, regione dove la pesca rappresenta una economia che produce ricchezza e occupazione.

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di Redazione
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