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Il 62% degli Italiani è contrario alla nuova norma

Legge su cittadinanza immigrati: gli italiani dicono no.


Legge su cittadinanza immigrati: gli italiani dicono no.
03/10/2009, 12:10

La recente proposta di dimezzare il tempo di residenza nel nostro paese necessario agli stranieri non comunitari per ottenere la cittadinanza pare non piacere alla maggioranza degli italiani. Secondo un’indagine dell'Istituto IPR Marketing, su 1000 soggetti di età differente e provenienti da tutto il territorio nazionale, infatti, ben il 62% degli intervistati troverebbe sbagliato il passaggio dai 10 anni previsti dalla legge attuale per concedere la cittadinanza ai 5 proposti invece dal nuovo disegno. La percentuale di dissenso appare piuttosto omogenea da nord a sud. Il 33% degli interpellati, invece, si dice favorevole ad una cambio della vecchia normativa. Andando poi a valutare le preferenze tra elettori di centro-sinistra ed elettori di centro-destra, sono emersi alcuni aspetti interessanti.
Secondo il 56% dell’elettorato di sinistra, cambiare la vecchia legge sulla cittadinanza, è un buona idea. Diverso invece il parere dell’elettorato Pdl che si attesta con un pesante 86% intorno ad un secco e deciso no riguardo la nuova proposta normativa. A conti fatti è palese la posizione di superiore “diffidenza” rispetto allo straniero e la maggior coesione d’opinioni all’interno degli elettori di destra. In proporzione si nota invece che, per quanto riguarda l’elettorato di centro-sinistra, non sussiste una maggiore apertura nei confronti dell’immigrato e, in aggiunta, si nota dunque una minor condivisione d’intenti. La domanda sorge spontanea: come mai, di riflesso, i rappresentanti della sinistra italiana non sono compatti come quelli della destra? Si sta perdendo forse la filosofia del villaggio globale? Oppure sono le differenze tra "destra" e "sinistra" che stanno svanendo e perdendo di significato? Il processo d’integrazione proposto fino ad oggi si sta esternando in tutti i suoi limiti?
Perché, a fronte dell’86% dei no da parte di chi per “tradizione” è tendenzialmente meno ben disposto verso chi viene da fuori, non c’è anche una percentuale simile di chi, sempre per tradizione, dovrebbe tendere ad una maggiore propensione verso lo straniero?

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di Germano Milite
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