Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

si parla di sentenze politiche di compromesso

Legittimo impedimento: domani l'udienza dalla Consulta


Legittimo impedimento: domani l'udienza dalla Consulta
10/01/2011, 14:01

ROMA - Ormai, anche l'ultimo rinvio deciso dalla Corte Costituzionale è terminato: domani si dovrà discutere della legge Alfano che garantisce l'impunità per il Presidente del Consiglio. La decisione è stata spostata a giovedì, con il pretesto che uno dei 15 giudici - la dottoressa Saulle - è ammalata e quindi non può lavorare l'intera giornata. Le possibilità, in base ai boatos che arrivano, sono due. La prima è quella di una sentenza fatta Costituzione alla mano: legge respinta ancora una volta e discorso chiuso. L'eventualità di considerare la legge come costituzionale è presa in esame come ipotesi di scuola, ma in realtà non lo è. La seconda possibilità è una cosiddetta "sentenza additiva", figlia di un compromesso di tipo politico: cioè la legge è dichiarata incostituzionale solo in parte e si danno indicazioni ai giudici per come interpretare la legge.
Entrambe le eventualità però sono egualmente negative per il premier, dato che nessuna delle due bloccherebbe i processi, che è l'unica cosa che gli interessa. Ma c'è un rischio. Infatti la decisione sul legittimo impedimento verrà presa dopo quella sui referendum, dei quali si discuterà mercoledì. Mentre anche se la discussione sulla legge Alfano verrà fatta martedì, la sentenza verrà resa nota solo giovedì. Il rischio è che uno dei referendum presentati da Italia dei Valori, che riguarda proprio la legge Alfano, possa diventare un plebiscito per o contro Berlusconi. Infatti, se la Corte Costituzionale lo ammette e non cancella il legittimo impedimento, la domanda di base del referendum - "Volete cancellare la legge Alfano?" - diventerebbe un sondaggio nazionale con la domanda: "Volete che Berlusconi venga processato o no?". E questo creerebbe un clima incandescente. Perchè il Pdl potrà mostrare tutta la granitica sicurezza che vuole, ma un referendum su una cosa del genere in Italia nessuno l'ha mai fatto. Anche perchè il premier finora ha sempre detto che lui è sicuro di poter dimostrare davanti ai giudici di essere innocente. Come farebbe a fare campagna elettorale dicendo: "Votate no al referendum, altrimenti io finisco in galera"? Certo, potrebbe dire che i comunisti ce l'hanno tutti con lui, che sono toghe rosse invidiose e malate di mente, ma non so se tutti ci cascherebbero in questo trucco

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©