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Un regolare accordo firmato da entrambe le parti

Lei lo denuncia per maltrattamenti, ma aveva firmato un contratto da schiava


Lei lo denuncia per maltrattamenti, ma aveva firmato un contratto da schiava
29/08/2012, 16:48

PADOVA - Lui e lei stanno insieme dal 2003, nel 2011 lei però si separa e lo demnuncia per maltrattamenti in famiglia; a cui poco tempo dopo segue una denuncia per stalking. Potrebbe essere una notizia come tante altre, dove c'è solo da mettere in galera per un po' l'uomo, per evitare che faccia del male alla ex moglie. 
E invece no, l'accusa per maltrattamenti in famiglia viene archiviata e si procederà solo per stalking. La causa di tutto è un contratto di "schiavitù consensuale" (letteralmente così è scritto), firmato da entrambe le parti nel 2004. In 10 punti, una serie di norme che si possono sintetizzare nel fatto che lei era la scghiava di lui: doveva chiamarlo padrone; pulire gli "strumenti di punizione", che lui era libero di infliggere a proprio piacimento e senza limitazioni; offrirglisi ogni volta che lui volesse, senza limiti nè ostacoli. Solo due punti a favore di lei: il divieto di pratiche zoofile, di marchiature a fuoco o di altre pratiche estreme; e poi la "safe word", una parola di sicurezza - sostituita da un segnale fisico, se si fosse trovata nell'impossibilità di parlare - che avrebbe dovuto decretare la sospensione immediata della pratica in corso in quanto non più gradita dalla donna. 
Ma proprio questo contratto rende difficile accertare l'esistenza di maltrattamenti in famiglia: quanti adesso che si sono separati diventano maltrattamenti mentre prima erano pratiche a cui anche lei accondiscendeva? Diventa difficile da stabilire. 

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di Antonio Rispoli
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