Cronaca / Sangue

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CI sono altre ipotesi più credibili

L'esplosione a Brindisi: ma siamo sicuri che è la mafia?


L'esplosione a Brindisi: ma siamo sicuri che è la mafia?
19/05/2012, 18:05

Questa mattina, pochi minuti prima delle 8, una esplosione davanti ad un istituto professionale di Brindisi ha dilaniato una ragazza di 16 anni, Melissa Bassi, ferendo gravemente Veronica Capodieci e meno gravemente altre quattro persone. I dettagli si possono leggere negli articoli di cronaca, ma qui voglio esaminare due cose.
La prima: c'era la precisa intenzione di cercare il morto. Infatti, a giudicare dalle immagini le bombole di gas che sono state fatte esplodere sono state piazzate tra il muro e una campana per la raccolta differenziata. E non era solo per nasconderli: se l'intenzione fosse stata questa, bastava un telo o una coperta gettata lì. Si tratta di uno dei principi base della fisica: l'esplosione segue sempre la linea di minor resistenza. Il che vuol dire che normalmente quando qualcosa esplode, l'onda d'urto va in tutte le direzioni alla stessa maniera. Ma se io "stringo" l'oggetto che esplode da tre parti, il grosso dell'onda d'urto andrà nella direzione rimasta libera. Che in questo caso coincideva esattamente con la zona in cui stava l'entrata della scuola. Con l'onda d'urto che arriva con violenza maggiore, perchè quella che doveva "spingere" verso il muro o verso la campana, si riversa tutto in quella direzione.
Secondo punto: chi è stato? La versione accreditata è che sia stata la mafia. Ma a che pro l'avrebbe fatto? La mafia mette le bombe quando vuole lasciare un messaggio, chiaro di per sè. Se mette una bomba sotto la saracinesca di un negozio è perchè vuole che quel negoziante paghi il "pizzo". Quando mise le bombe sotto l'autostrada di Capaci o nella 126 vicino casa della madre di Borsellino, era una sfida esplicita: "Qui comandiamo noi" (oltre a tutte le implicazioni politiche del caso). Ma una scuola non paga certo il pizzo, dato che i presidi non hanno, come si suol dire, neanche gli occhi per piangere. E che messaggio ci può essere nell'uccidere una ragazzina? Anche perchè è facile prevedere che, se non altro per motivi di immagine, per qualche mese Brindisi pullulerà di poliziotti e Carabinieri che riceveranno l'ordine di far uscire sui giornali notizie di arresti "pesanti". Quindi, mettere una bomba che uccide significa spingere lo Stato ad intralciare gli affari loschi in quella zona. Chi è così idiota da farlo?
Si dice che dipende dal fatto che la scuola è intitolata a Giovanni Falcone e alla moglie, Francesca Morvillo, entrambi morti nella strage di Capaci del 1992; e che oggi a Brindisi arriva la carovana anti mafia di don Ciotti. Ma non è certo l'unica scuola d'Italia intitolata ad un giudice. E se si dovesse far esplodere una bomba in ogni città che don Ciotti visita, in breve la mafia resterebbe senza esplosivo.
Come pista quindi non è il massimo. SI è parlato di uno squilibrato; ma doveva essere uno squilibrato con una grossa esperienza nel campo delle bombe, perchè l'ordigno richiede un po' di perizia. SI è parlato anche di una pista passionale, ma è una idea assolutamente idiota: qualcuno ce lo vede un ragazzino che crea una bomba col timer per vendicarsi della ex che l'ha piantato? Anche perchè lo spostamento della campana non è cosa semplice. E' evidente che c'è stato comunque un lavoro di pianificazione precedente. Insomma, non è una cosa improvvisata, ma studiata.
Allora si può pensare al terrorismo, vista la gambizzazione dell'amministratore delegato di Ansaldo Nucleare e le recenti dichiarazioni di uno degli accusati al processo contro le cosiddette "nuove Br"? Anche questa è una ipotesi che fa acqua da tutte le parti. Il terrorismo, per non morire subito, ha bisogno di appoggio, di sostenitori insospettabili. Prendiamo per esempio le Br: quando iniziarono la fase discendente? Quando cominciarono a far paura, per cui persero sostegno ed appoggio al di fuori del movimento. Quindi mai si azzarderebbero a colpire dei ragazzi, un tipo di omicidio che non può essere mai giustificato. E comunque le Br colpiscono obiettivi "istituzionali". Per quanto si possa considerare in maniera estesa il termine "istituzionali", potrà mai esso comprendere le scuole? E' chiaro di no. Sarebbe diverso se fosse una università; ma un liceo no.
Quindi che alternative restano? Non molte: il depistaggio o la strategia della tensione. Ma sono le peggiori alternative, perchè sottintendono che l'input - volontariamente o no - è partito da istituzioni. Il depistaggio, nel senso che può esserci l'intenzione di costringere l'opinione pubblica a curarsi di questo tragico episodio e non di altri. Ma quali sono questi "altri" episodi che dovrebbero in questa maniera essere coperti e finire nell'oblio? La risposta può essere preoccupante.
Ancora più preoccupante la possibilità di una strategia della tensione. Perchè significherebbe che c'è un filo comune che lega il ferimento dell'ad di Ansaldo Nucleare, le dichiarazioni dei neobrigatisti, questa esplosione e magari altri episodi di violenza. E non è un pensiero campato in aria. Su Facebook girano già molti link che paventano il rischio che, approfittando di questi episodi violenti, si vogliano creare nuove leggi contro la libertà di espressione e personale. L'idea sarebbe avallata anche dalle dichiarazioni fatte nei giorni scorsi da diversi Ministri: chi ha parlato di usare i soldati, chi di aumentare l'intelligence, ecc. E la motivazione ci sarebbe: usare la forza e l'intimidazione per zittire il forte sentimento di rabbia che una parte sempre maggiore della popolazione prova contro il governo.
Per carità, queste sono solo ipotesi e ragionamenti basati sui primi dati a disposizione; dopo tutto non sono passate neanche 12 ore dall'esplosione. Tuttavia per ora abbiamo solo le ipotesi, dato che non c'è una rivendicazione nè alcuna traccia investigativa.

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di Antonio Rispoli
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