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Cinque cartucce ineslose nella cassetta postale

Lettera con proiettili a Sergio Vigilante


Lettera con proiettili a Sergio Vigilante
20/01/2011, 12:01

PORTICI - Minacce e avvertimenti. Quando la camorra teme sa come mandare i propri segnali a chi è nel mirino. Cinque cartucce a salve, non esplose, e un foglio di carta con scritte facenti riferimento ai sodalizi comunisti di inizio secolo e una frase in caratteri cirillici, sono stati trovati nella cassetta della posta della sede dell'associazione antiracket e antiusura in via Melloni a Portici.
A fare la scoperta, il presidente della locale associazione, Sergio Vigilante. L’uomo che ha dato un volto alla legalità vesuviana, e che da anni combatte la lotta dei comuni costieri alla criminalità organizzata, era il destinatario dell’avvertimento. Vigilante, che appena la scorsa settimana era stato interrogato dagli agenti, ha immediatamente avvertito la polizia. Giunti sul posto gli uomini del locale commissariato hanno sequestrato il materiale e avviato le indagini. Ma il gesto e la sua crudezza, restano il punto fermo della vicenda. Nella lettera non si faceva alcun riferimento al responsabile antiracket né all'attività messa in campo dall'associazione. Eppure il destinatario è chiaro. Poche ore dopo la scoperta,lo stesso vigilante ha comunicato via mail le sue sensazioni: “Immediatamente il coordinatore per la rete per la legalità, Luigi Cuomo, e l’On.le Lorenzo Diana hanno chiesto un’incontro con il Questore di Napoli,  - ha ammesso il presidente dell’associazione antiracket - visti i recenti fatti che mi hanno visto protagonista di un interrogatorio da parte della Polizia di Portici dove sono stato escusso circa i miei spostamenti quotidiani. Il Sindaco di Portici Enzo Cuomo, immediatamente mi ha telefonato per informarsi dell’accaduto. Adesso dovranno darmi delle risposte”. Le stesse risposte che attende una comunità intera.

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di Salvatore Formisano
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