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La delusione

Lettera di un napoletano a De Magistris


Lettera di un napoletano a De Magistris
06/03/2013, 18:03

Pubblichiamo una lettera tratta da Facebook di un ragazzo di 30 anni, consapevoli che possa essere il reale esempio del pensiero della stragrande maggioranza dei napoletani:

"Gentile Sindaco De Magistris, chi ti scrive è stato tuo pieno sostenitore nella campagna elettorale. Nelle varie "chiacchiere da bar", che spesso fanno la differenza, ho sempre portato avanti il pensiero che un magistrato, un giovane uomo di legge, potesse essere la persona giusta per risolvere L'UNICA VERA PIAGA di questa città: la criminalità. 

Chi vive in una città, come la teoria di Darwin ci insegna, si adatta ai suoi modi di vivere, e quí, anche il più puro, il più pulito, prima o poi va contro il codice civile, o penale che sia, ma lo fa per semplice adattamento!
Molti hanno smesso di credere nel tuo operato quando si sono accorti di aver eletto piuttosto che un sindaco, un organizzatore di eventi (se avessi dovuto scegliere una figura simile avrei preferito gli amici della Galleria 19 o dell'Arenile piuttosto che l'accoppiata "fratelli De Magistris"). Ma non è questo il motivo che mi spinge a smettere di crederti. Non lo sono neanche le varie promesse fatte e non mantenute, giustificate sempre dall'aver trovato una situazione disastrosa al tuo arrivo, come se ti fossi candidato a sindaco di Courmayeur e avessi trovato inaspettatamente i guai dell'altra bella accoppiata Bassolino/Iervolino. Che i conti fossero in rosso lo sapevamo, così come sapevamo che un signore dal cognome shakespeariano avesse depauperato i fondi pubblici per costruirsi un albergo 5 stelle anche di dubbio gusto; che il figlio di Bassolino avesse fatto firmare derivati sui prestiti che adesso affossano il bilancio, ce lo ha raccontato Report qualche anno fa... Etc...
Io, in realtá, ho smesso di crederti quando hanno ammazzato un ragazzo, un mio coetaneo, un innocente: Lino Romano, che per uno scambio di persona é finito tra le ennesime vittime della guerra di camorra.
Allora ho pensato: "Adesso è il momento, adesso il magistrato sindaco andrà a Roma a battere i pugni sul tavolo e a chiedere un aiuto serio al Presidente della Repubblica Napolitano... Napoletano." E invece no, solo presenze istituzionali, cordoglio dovuto, qualche giorno... E tutto passa. 
Adesso un altro episodio chiaro. Ora a soccombere sotto i colpi del "sistema" è un museo, la città della scienza, uno dei pochi simboli di rinascita di un quartiere che da decenni è fermo nel degrado (intanto nello stesso giorno passa senza riflettori l'ennesima notizia di un morto ammazzato dalla camorra)
Adesso hai un'altra possibilità per poter andare a Roma. Vai davanti a quella scrivania e "scassala" se puó servire a qualcosa. Chiedi di mandare a presidiare ogni angolo di questa città e provincia dai migliaia di "militari di pace" sparsi per il mondo. Non lasciare questa cittá in mano alla camorra. Nei momenti di crisi la criminalitá vive un'ascesa continua, "i cravattari" fanno soldi come neanche Marinella li ha fatti mai; si presentano dagli imprenditori e con poco o nulla rilevano le loro attivitá facendole diventare della grandi "lavanderie"; comprano case perchè sono gli unici ora in grado di comprarle, e gli unici ad avere un bel po' di contante. Adesso è il momento! Se fai una mossa forte e decisa ti assicuro che ti seguiranno tanti napoletani. Se saremo sicuri di essere protetti e di non essere soli vedrai veramente il valore di questo popolo. In caso contrario sappi che tuttora in molti si stanno guardando intorno, la generazione che va dai 20 ai 30 anni sta maturando l'idea di non costruire il proprio futuro qui, e di avere un futuro più civile per sé e per i propri figli. 
Qualche tempo fa lessi un commento ad una notizia di cronaca sul sito de IL Mattino, scritto da un lettore: "Far crescere oggi i propri figli a Napoli è un atto di egoismo e cattiveria". Vorrei dire che ha torto, ma per adesso non posso. 

Decidi Giggì...o "scassi"...o passi!

Fabrizio Ferretti 

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di Roberto Russo
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