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All'interno della missiva anche escrementi

Lettera d'insulti al cardinale Bagnasco


Lettera d'insulti al cardinale Bagnasco
29/03/2010, 16:03

GENOVA – Offese ed escrementi indirizzati recapitati on una lettera all'arcivescovo di Genova e presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco (e non minacce, come appreso inizialmente).
Nella missiva indirizzata alla Curia del capoluogo ligure è scritta la frase «vescovi di m...». Il foglietto, inoltre, è imbrattato di escrementi. Si tratta pertanto - fanno notare gli investigatori - di un tipo di messaggio diverso da quelli spediti negli anni scorsi e dalle scritte tracciate sui muri di Genova, che determinarono l'assegnazione di una scorta al porporato. Sulla vicenda sono in corso indagini, anche se i carabinieri, che in questi giorni hanno la responsabilità della scorta del cardinale, precisano che questa non è stata rafforzata.
Secondo quanto riportato dal quotidiano genovese, la lettera è stata recapitata in arcivescovado, in una busta anonima, presumibilmente giovedì o venerdì ma sarebbe stata aperta solamente sabato mattina a mezzogiorno. Il plico sarebbe stato inoltre imbucato alcuni giorni fa da una cassetta postale di Genova Brignole. Secondo le indiscrezioni, lo sconosciuto autore della missiva sarebbe stato sollecitato dalle dichiarazioni rilasciate dal presidente della Cei a pochi giorni dal voto sul tema dell'aborto. Due anni fa era stato recapitato al porporato un plico con un bossolo.
Solidarietà bipartisan è stata espressa al numero uno della Cei. A cominciare dai presidenti di Camera e Senato, Gianfranco Fini e Renato Schifani. «Sono fatti gravi e deplorevoli - ha spiegato il leader di Palazzo Madama - che vogliono minacciare il libero pensiero della Chiesa». «Desidero esprimerLe la solidarietà mia personale e della Camera dei deputati per il grave atto intimidatorio che Le è stato rivolto» ha detto il numero uno di Montecitorio. «Al cardinale Bagnasco va la solidarietà del governo. È chiaro la libertà della Chiesa è sotto attacco» ha aggiunto il ministro per l'Attuazione del Programma di governo, Gianfranco Rotondi. «Si tratta di gesti che, lungi dal fermare l'azione pastorale della Chiesa, sono in realtà un grave segnale di allarme per il tasso di aggressività e per il clima di intolleranza raggiunto nel nostro Paese che tende, purtroppo, ad autoalimentarsi» afferma l'esponente Pd Giuseppe Fioroni.

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di Mario Aurilia
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