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Gli investigatori stanno valutando l'attendibilità

Lettere di minaccia a Monti ed Equitalia, firmate dalla Fai

Le missive inviate alla Gazzetta del Sud e Calabria Ora

Lettere di minaccia a Monti ed Equitalia, firmate dalla Fai
16/05/2012, 17:05

Due quotidiani calabresi si sono visti recapitare lettere di minaccia riconducibili agli stessi autori dell'attentato al dirigente dell'Ansaldo Nucleare Roberto Adinolfi. Nelle pagine inviate alla Gazzetta del Sud e Calabria Ora, ci sono minacce ai vertici di Equitalia Sud, firmate dalla Federazione anarchica informale (Fai). Le due lettere sono state consegnate ai carabinieri di Reggio Calabria e alla Digos per verificarne l'attendibilità. Da una prima valutazione degli investigatori e degli analisti d'intelligence sembrerebbe che le lettere siano false, ci sarebbero diversi elementi di inaffidabilità.
In una delle due lettere è scritto: "Diciamo a Monti che lui è uno dei 7 rimasti". Quegli stessi sette cui faceva riferimento la lettera del Nucleo Olga  della Fai nella missiva di rivendicazione del ferimento di Adinolfi. "Il popolo - continua la lettera recapitata a Calabria Ora - non ha nessun interesse a rimanere in Europa, a salvare le banche, a saldare i conti di uno Stato che ha sperperato per conto proprio. La signora ministro Cancellieri ha detto che se si attacca Equitalia, è come attaccare lo Stato. Quindi, attaccheremo lo Stato anche attraverso Equitalia fin quando lo Stato non cambierà marcia a tutela del popolo, degli operai e delle imprese". Dal mondo della politica è arrivato subito un messaggio di solidarietà nei confronti del Governo. "A nome mio e dell'Italia dei Valori esprimo solidarietà e vicinanza al presidente del Consiglio Mario Monti, oggetto di gravi e inaccettabili minacce da parte del Fai - ha scritto in una nota il leader dell'Idv Antonio Di Pietro -. La politica non deve assolutamente abbassare la guardia di fronte ai pericoli del terrorismo. Condanniamo fermamente ogni forma di violenza e ci auguriamo che la magistratura e le forze dell'ordine possano fare luce al più presto sui responsabili di quanto accaduto". Anche vicepresidente del Senato Vannino Chiti ha espresso la sua vicinanza al premier: "Le intimidazioni e la violenza sono inaccettabili. E' necessario contrastare con la massima fermezza il ritorno di qualsiasi forma di eversione. Al presidente del Consiglio Mario Monti va la piena e convinta solidarietà".
Le minacce e le invettive contenute nelle due lettere sono poi rivolte ai massimi vertici della società di riscossione, "sarà oggetto di attenzione nella persona del suo presidente, becero uomo di affari e servitore del potere economico. La riscossione in Italia è divenuta una ruberia al popolo che sarà segnata con il marchio della vita e ogni altro suicidio che avverrà per tali motivi sarà ritenuto un omicidio di Stato". A queste parole firmate dalla Federazione anarchica informale si riallaccia il discorso di Monti stamattina durante l'inaugurazione della società Forum PA: "Ribadisco la vicinanza del governo ai membri della pubblica amministrazione, chiamati a funzioni impopolari. Il fatto che una certa insofferenza sia giustificata non significa che la loro importanza sia meno essenziale e che non debbano avere il rispetto dei cittadini. Lavoreremo per ricostruire un rapporto basato sulla fiducia".

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di Emanuele De Lucia
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