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L’appartamento confiscato al clan Chierchia-Fransuà

L’ex alloggio del boss assegnato a una famiglia bisognosa


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L’ex alloggio del boss assegnato a una famiglia bisognosa
01/12/2009, 12:12

TORRE ANNUNZIATA - E’ stato assegnato a due 50enni in difficoltà economica, un miniappartamento di proprietà di un boss, proprio all’interno del rione Provolera, roccaforte della criminalità organizzata di Torre Annunziata. Una vittoria per il comune oplontino che, per la prima volta, realizza un’operazione del genere.
A prendere possesso dell’abitazione, una famiglia con due figli disabili, che fino a pochi giorni fa viveva nella struttura pericolante dell’ex scuola Monsignor Orlando, senza acqua corrente, servizi igienici, luce e riscaldamento. L’appartamento, un piano terra con soppalco, sito in via Gelso, era stato sottratto circa due anni fa, al clan camorristico dei Chierchia-Fransuà. Nella giornata di ieri il trasferimento della famiglia accompagnata da vigili ed assistenti sociali oltre che agli assessori alla Sicurezza, Giuseppe Auricchio e al Patrimonio, Michele Cuomo.
Soddisfatto il sindaco di Torre Annunziata Giosuè Starita. «Quello che è avvenuto alla Provolera -ha dichiarato il primo cittadino- è il simbolo di un meccanismo che s’inverte: non è più la camorra ad attingere dalla società ma viceversa la società ad attingere dalla camorra. Inoltre abbiamo dato un segnale di vicinanza alle fasce più deboli, sottolineando la fine del concetto d’invincibilità della criminalità organizzata».
Attualmente il comune di Torre Annunziata dispone di altri due appartamenti confiscati alla criminalità organizzata in via Mazzini e in vico Forno, entrambi da ristrutturare. Inoltre a breve, la Procura della Repubblica consegnerà anche una villetta in via Adolfi.
Purtroppo però, non sempre i beni confiscati ai clan riescono ad essere destinati a fini sociali; in qualche caso c’è addirittura il rischio che possano tornare nelle mani della criminalità organizzata. Emblematico il caso di Castellammare di Stabia dove un appartamento di proprietà del boss D’Alessandro, è stato praticamente diviso in due. Una parte confiscata e assegnata al “Consorzio del Sole”, l’altra parte è abitata dalla moglie del boss. In particolare se dovesse passare alla Camera l’emendamento della Finanziaria che permette ai vecchi proprietari di ricomprare gli immobili sequestrati, si dovrà abbandonare il progetto di veder trasformati questi luoghi in scuole, ludoteche e centri sociali. L’associazione Libera, che da anni si batte contro tutte le mafie, dunque, promuove una petizione contro il provvedimento che prevede la vendita dei beni confiscati alla camorra che rappresenterebbe una sconfitta per tutti coloro che quotidianamente si battono contro la criminalità organizzata. 

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di Elisa Scarfogliero
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