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LIBERATA LA DONNA RAPITA A NATALE


LIBERATA LA DONNA RAPITA A NATALE
19/01/2008, 13:01

Nel pomeriggio di ieri, i poliziotti della Sezione Criminalità Extracomunitaria della Squadra Mobile di Napoli  hanno salvato, irrompendo nel campo nomadi di Scampia, una giovane 21 enne rumena. La nota da cui si apprende la notizia racconta come la donna fosse stata rapita, la vigilia di Natale, nella zona di Ponticelli da un serbo diciassettenne il quale, con l'aiuto dei genitori, era riuscito a caricarla su di un furgone e trasportata nella sua baracca presso il campo nomadi di Scampia. Il gesto nasceva dal desiderio del  giovane di  volere, a tutti  i  costi, contrarre matrimonio con la ragazza che, peraltro, è già sposata ed è madre di tre figli in tenerissima età. Alla giovane veniva impedito di avere qualsiasi contatto con l'esterno e, pertanto, le era stato anche sottratto il telefono cellulare.  La prigioniera era guardata a vista dai carcerieri i quali, sempre per assecondare il figlio, avevano organizzato anche il banchetto nuziale affinché la giovane, costretta, contraesse matrimonio secondo le usanze della loro etnia. Durante la segregazione, durata oltre un mese, la donna era stata costretta a subire numerosi episodi di violenza sessuale anche in presenza dei genitori del rapitore. La   ragazza,   che   veniva   costantemente   malmenata   e   minacciata,   riusciva, approfittando di una disattenzione dei suoi carcerieri, a contattare un familiare che, a sua volta dava l'allarme alla Polizia. Le indagini degli investigatori della Squadra Mobile hanno consentito di liberare la giovanedopo aver individuato il luogo di prigionia. Ieri sera l'irruzione dei poliziotti nella baracca: alla vista degli agenti la   giovane donna è stata colta da un pianto liberatorio. I sequestratori, padre, madre e figlio, rispettivamente di   44, 37 e 17 anni, sono stati sottoposti a fermo di indiziati di delitto per i reati di sequestro di persona, violenza sessuale di gruppo, lesioni personali e minaccia ed accompagnati presso le Case Circondariali di Poggioreale, Pozzuoli e presso il Centro di Prima Accoglienza dei Colli Aminei.

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di redazione
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