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Ennesima serie di inesattezze legali di Belpietro

Libero: "I Pm di Napoli vogliono arrestare Silvio". Possibile?


Libero: 'I Pm di Napoli vogliono arrestare Silvio'. Possibile?
14/09/2011, 17:09

Questa mattina il quotidiano Libero è uscito con un titolo in prima pagina: "Vogliono arrestare Silvio" ed un editoriale del direttore Maurizio Belpietro, nel quale sostiene che i Pm di Napoli stanno usando la scusa di Tarantini e Lavitola per tendere una trappola al premier: interrogarlo per farlo cadere in contraddizione in modo da denunciarlo per falsa testimonianza e magari arrestarlo. Oppure cercheranno di accusarlo - sempre secondo Libero - di aver corrotto Tarantini e di essere d'accordo con lui.
Purtroppo è l'ennesima dimostrazione che Belpietro (come più o meno tutti quelli del Pdl e della Lega, avvocati compresi) non dovrebbe avventurarsi in ambito legale senza una robusta consulenza specifica. Infatti, è assolutamente noto che, in caso di estorsione, anche se il testimone mente, il Pubblico Ministero e il Giudice, come prescrive la Corte di Cassazione, tendono a chiudere un occhio. Insomma, la bugia viene tollerata; magari si può correre il rischio se si tenta di organizzare un depistaggio, ma dubito che il premier sia così idiota.
 L'accusa di corruzione è ancora più ridicola: nel Codice Penale italiano semplicemente non esiste il reato di corruzione di privato. La corruzione è possibile solo nei confronti del pubblico ufficiale. Cosa che Tarantini non era di sicuro. Quindi anche da questo punto di vista le parole di Belpietro non stanno in piedi.
Tuttavia Berlusconi sta lo stesso evitando l'esame senza avere l'assistenza dei suoi legali. Come mai? Perchè il rischio c'è, ma proviene da tutt'altra parte. Infatti, finora le indagini contro Tarantini, per quanto riguarda l'accusa di favoreggiamento della prostituzione, hanno portato a stabilire che lui forniva ragazze a pagamento al premier, senza che Berlusconi sapesse che erano prostitute. Ora, questa parte è noto che è falsa, dato che diverse ragazze hanno detto di aver ricevuto soldi da Berlusconi, ma conta poco. Infatti, per usare le parole scelte da Niccolò Ghedini, Berlusconi è solo "l'utilizzatore finale", e quindi non ha commesso nessun reato. Neanche se sa che sono prostitute.
Ma che succederebbe se il premier, abituato a straparlare, cominciasse a dire cose che non deve? Per esempio se dicesse che era lui che "ordinava" a Tarantini le ragazze? Il rischio è questo. Perchè simili affermazioni cambierebbero il suo status. Allora sì che passerebbe al ruolo di indagato per favoreggiamento o addirittura, nel caso in cui venisse considerato il mandante di Tarantini, dello stesso reato di quest'ultimo, cioè sfruttamento della prostituzione. Il vantaggio per lui è che a quel punto il verbale dovrà essere chiuso perchè non è più nella posizione di teste e quindi, senza avvocato, nessuna parola può essere verbalizzata.
Ma comunque non ci potrebbe essere l'arresto: essendo un parlamentare, può essere arrestato solo in flagranza di reato. Quindi, a meno che durante l'interrogatorio non telefona a qualcuno per dire: "Senti, stasera organizzo un'orgia, procurami una ventina di prostitute", il rischio che venga arrestato non c'è.
Questo è l'aspetto puramente legale, Codici alla mano. Poi c'è un aspetto etico, che però è quasi inutile analizzare: nel Pdl si tratta di una parolaccia, che nessuno è autorizzato ad usare e men che meno a praticare.

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di Antonio Rispoli
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